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Tumore del pancreas, una nuova speranza arriva dal Ticino

La malattia resta una delle sfide più complesse dell'oncologia, ma una nuova sperimentazione internazionale, alla quale partecipa anche lo IOSI, punta a migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti.
Tumore del pancreas, una nuova speranza arriva dal Ticino
TiPress
Fonte EOC
Tumore del pancreas, una nuova speranza arriva dal Ticino
La malattia resta una delle sfide più complesse dell'oncologia, ma una nuova sperimentazione internazionale, alla quale partecipa anche lo IOSI, punta a migliorare la sopravvivenza e la qualità di vita dei pazienti.

BELLINZONA - Un farmaco capace di colpire direttamente uno dei principali meccanismi che alimentano il tumore del pancreas. E uno studio internazionale che punta a capire se utilizzarlo fin dalla diagnosi possa allungare la vita dei pazienti, migliorandone anche la qualità. È una nuova frontiera della ricerca oncologica, alla quale partecipa anche il Ticino: l'Istituto Oncologico della Svizzera Italiana (IOSI) è stato selezionato tra i centri di tutto il mondo coinvolti nello studio clinico RASolute 303.

Una possibilità importante per i pazienti della Svizzera italiana, che potranno accedere a una sperimentazione internazionale senza doversi recare all'estero.

Una malattia ancora difficile da sconfiggere
Il tumore del pancreas resta una delle sfide più complesse dell'oncologia. In Ticino si stimano oltre 100 nuovi casi ogni anno, con un'incidenza in costante aumento negli ultimi vent'anni.

Uno dei problemi principali è la diagnosi: la malattia può svilupparsi a lungo senza provocare sintomi evidenti e, quando viene individuata, spesso si è già diffusa ad altri organi. Per decenni le possibilità terapeutiche hanno registrato progressi limitati. Ora, però, un nuovo approccio farmacologico potrebbe cambiare le prospettive.

Il farmaco che prova a spegnere il «motore» del tumore
Al centro della sperimentazione c'è il daraxonrasib, un medicinale sviluppato dall'azienda statunitense Revolution Medicines.

Il suo bersaglio è RAS, una proteina che svolge un ruolo fondamentale nella crescita delle cellule. Quando subisce determinate alterazioni, può rimanere costantemente attiva, favorendo la proliferazione incontrollata delle cellule tumorali.

Per circa quarant'anni questa proteina è stata considerata un bersaglio estremamente difficile da colpire con i farmaci. Il daraxonrasib è stato progettato proprio per interferire con questo meccanismo.

I primi risultati: sopravvivenza quasi raddoppiata
A rendere particolarmente promettente questa strada sono i risultati dello studio internazionale RASolute 302, presentati lo scorso maggio al congresso ASCO di Chicago, uno dei principali appuntamenti mondiali dedicati all'oncologia, e pubblicati sul New England Journal of Medicine.

La sperimentazione ha coinvolto 500 pazienti con tumore del pancreas metastatico, già sottoposti a chemioterapia. Secondo i risultati comunicati, il daraxonrasib ha quasi raddoppiato la sopravvivenza rispetto alla chemioterapia, consentendo inoltre ai pazienti di mantenere più a lungo una buona qualità di vita.

Un risultato che ha attirato l'attenzione della comunità scientifica internazionale e che alimenta le speranze di un cambiamento significativo nel trattamento di questa malattia.

La nuova sfida: utilizzare il farmaco fin dalla diagnosi
È proprio da questi risultati che prende le mosse RASolute 303, lo studio clinico internazionale di fase 3 al quale partecipa lo IOSI.

La domanda alla quale i ricercatori vogliono rispondere è semplice: se il farmaco ha dimostrato benefici nei pazienti già trattati, potrebbe essere ancora più efficace se somministrato fin dall'inizio? La sperimentazione valuterà l'impiego del daraxonrasib nel trattamento iniziale del tumore del pancreas in stadio avanzato, confrontandone i risultati con quelli della chemioterapia attualmente utilizzata. I ricercatori analizzeranno diversi aspetti: il tempo durante il quale la malattia rimane sotto controllo, la sopravvivenza complessiva e la qualità di vita dei pazienti durante le cure.

L'obiettivo è verificare se questo nuovo approccio possa offrire benefici superiori rispetto alle terapie disponibili. I risultati ottenuti nei pazienti già trattati sono incoraggianti, ma l'efficacia del farmaco come trattamento iniziale deve ancora essere dimostrata.

«Una speranza concreta per i nostri pazienti»
A coordinare lo studio a livello locale è la dottoressa Sara De Dosso, viceprimario di Oncologia medica allo IOSI.

«Per la prima volta abbiamo un farmaco che colpisce direttamente il principale motore del tumore del pancreas. I risultati ottenuti nei pazienti già trattati ci hanno dato una speranza concreta. Con questo studio vogliamo capire se, usandolo fin dall'inizio, possiamo fare ancora meglio. Siamo orgogliosi che i pazienti ticinesi possano partecipare a questa ricerca senza dover andare lontano da casa», spiega la specialista.

Il Ticino nella rete internazionale della ricerca
La selezione dello IOSI per RASolute 303 permette alla Svizzera italiana di partecipare a una sperimentazione condotta anche in alcuni dei più importanti centri oncologici del mondo. La partecipazione si inserisce nel percorso di sviluppo delle cure oncologiche dell'Ente Ospedaliero Cantonale, già attivo nella chirurgia del pancreas e dotato di un'organizzazione multidisciplinare che coinvolge specialisti di diversi settori.

Un lavoro di squadra fondamentale per affrontare una malattia complessa, nella quale ogni decisione terapeutica può incidere sul percorso del paziente. La sfida, adesso, è capire se i progressi osservati nei pazienti con malattia già trattata possano tradursi in un vantaggio ancora maggiore intervenendo prima. Una risposta che arriverà dalla sperimentazione internazionale e alla quale contribuiranno anche i pazienti seguiti in Ticino.

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