In 900 a fare “Dolcetto o scherzetto?”: è questa la casa più spaventosa del Ticino

L'invenzione di un capriaschese con il pallino per il brivido in cinque anni è esplosa diventando una vera e propria attrazione: «Ci penso tutto l'anno, e se non inizio i lavori a settembre...»
L'invenzione di un capriaschese con il pallino per il brivido in cinque anni è esplosa diventando una vera e propria attrazione: «Ci penso tutto l'anno, e se non inizio i lavori a settembre...»
TESSERETE - Quella che era un'idea per spaventare i bambini che venivano a fare “dolcetto o scherzetto” è diventata una vera e propria casa stregata di Halloween, degna di un parco a tema e che l'anno scorso ha attirato ben 900 visitatori. Tanto da farla finire anche sulle pagine degli enti turistici regionali e cantonali.
È la Boyer Haunted House di Tesserete, frutto di un lavoro che impegna il pittore Philippe Boyer praticamente per tutto l'anno: «Le idee continuano a rimbalzarmi nella testa in maniera incessante», ci racconta, «ma i lavori veri devono iniziare per forza a settembre, altrimenti non mi salvo più», ride.
Se vi capita di passare su Via Lugano, nella tratta che collega Lugaggia a Tesserete, forse l'avrete già notata. Oltre al nome che fa bella mostra di sé sopra il cancello d'ingresso appaiono lapidi, zucche spaventose e dalle finestre spuntano presenze inquietanti.
«Mi sono sempre piaciuti i fantasmi e le storie spaventose», ci racconta. «Già da piccolo avevo una passione per le cose oscure e lugubri. Poi la casa stregata di Disneyland Paris è stata un vero e proprio colpo di fulmine».
Ma dalla semplice passione a creare un'attrazione di rilievo a livello regionale il passo è tutt'altro che scontato: «Ho sempre addobbato la mia casa per Halloween», ci racconta, ma la svolta è arrivata nel 2022.
«Quell'anno avevo un po' più di tempo libero del solito, il lavoro non era tantissimo, mi è saltato fuori un video su YouTube in cui facevano delle lapidi con il polistirolo. Ho provato e mi sono uscite davvero bene». Dalle lapidi a finire per costruire una ringhiera per delimitare il fittizio cimitero il passo è stato breve.
Poi sono arrivate le zucche, «il simbolo di Halloween»: quelle in vendita, in plastica o polistirolo, costavano «già sui venti franchi».
Così Boyer ha imparato da sé a farle in cartapesta: «Ho modificato un po’ la tecnica, sono venute bene e ne ho fatte una ventina». Infine l’idea di aprire tutto al pubblico: «C’è l’orto, c’è il bosco che si presta bene per essere un cimitero. Mettiamo due o tre animazioni e facciamo girare la gente lì».
Pensava solo ai bimbi in maschera di Tesserete ma... «Il primo anno ne sono arrivati 200», ride, «si sono spaventati, ma si sono anche divertiti un sacco. E da lì ho continuato a costruire anno dopo anno».
Villa Boyer è così cresciuta, di dimensioni e di fama. Oggi l’allestimento ricorda quello di un parco tematico, con giochi di specchi, quadri animati e decorazioni digitali ordinate dagli Stati Uniti e proiezioni sulle zucche per farle cantare. «Certi effetti li ho visti sul web e replicati, altri li ho elaborati io», ci racconta.
L'impatto sulla sua casa è piuttosto importante: «Diciamo che per qualche mese finisce sottosopra, almeno tutto il piano terra», sorride, «fra stanze speciali e spazi che ospitano i proiettori».
I giovani amanti dello spavento non si sono fatti pregare e anno dopo anno si sono affollati davanti all'ingresso della House: «Nel 2025 sono stati circa 900 in due serate». Per questa quinta edizione le serate diventano tre (il 29, 30 e 31 ottobre) e Boyer punta ad «almeno mille visitatori». Ad aiutarlo, gestendo i visitatori e le entrate, ci sono anche alcuni volontari.
Non è necessario prenotare, basta presentarsi all'ingresso (dalle ore 18): «Chiedo un obolo simbolico, l'offerta è libera, ma consiglio un contributo minimo di 5 franchi» anche perché «quello che realizzo non è a costo zero».







