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SCI ALPINO

«Lara mancherà, Odermatt è carichissimo»: il Circo Bianco riparte da Sölden

Beatrice Scalvedi analizza la nuova stagione dello sci: da Shiffrin alle incognite Vonn e Kilde, fino ai Mondiali di Crans-Montana. E racconta come ha trasformato il ritiro in una nuova opportunità.
«Lara mancherà, Odermatt è carichissimo»: il Circo Bianco riparte da Sölden
Imago / Sports Press Photo - B.S.
«Lara mancherà, Odermatt è carichissimo»: il Circo Bianco riparte da Sölden
Beatrice Scalvedi analizza la nuova stagione dello sci: da Shiffrin alle incognite Vonn e Kilde, fino ai Mondiali di Crans-Montana. E racconta come ha trasformato il ritiro in una nuova opportunità.
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SÖLDEN - Domani toccherà alle donne, domenica agli uomini. La Coppa del Mondo di sci alpino riparte da Sölden, con il tradizionale appuntamento sul ghiacciaio del Rettenbach che apre una nuova stagione del Circo Bianco.

Un inverno che si apre con alcune assenze pesanti: Lara Gut-Behrami, che ad agosto ha annunciato il ritiro, e forse anche Lindsey Vonn, ancora alle prese con l’infortunio rimediato alle Olimpiadi di Milano-Cortina, e Aleksander Aamodt Kilde, reduce dalla rovinosa caduta in allenamento di qualche giorno fa.

Per fare il punto sulla stagione alle porte e sui protagonisti più attesi abbiamo interpellato Beatrice Scalvedi, talento dello sci ticinese costretto a interrompere la carriera nel 2018, a soli 22 anni, per i persistenti problemi alla schiena.

«Lara mancherà anche in termini di visibilità»
Il ritiro di Lara Gut-Behrami non ha sorpreso Scalvedi, che si dice felice per la campionessa ticinese. «Sono felice per lei. Da quanto ha dichiarato, è riuscita a prendere questa decisione serenamente. Prima o poi arriva per tutti il momento di chiudere un capitolo. Ora sono curiosa di scoprire cosa scriverà nel prossimo della sua vita. Farà però un po’ strano non vederla al via del tradizionale appuntamento di Sölden, su una pista dove spesso è stata protagonista».

La sua assenza si farà sentire nel Circo Bianco e nella squadra svizzera, anche in termini di visibilità. «Sicuramente. Nel settore femminile era lei la donna immagine. Ora toccherà ad altre raccogliere il testimone», sottolinea la 31enne. «La punta di diamante della squadra è Camille Rast, che nella scorsa stagione ha già dimostrato di poter fare grandi cose».

La vallesana ha chiuso al terzo posto nella classifica generale e al secondo sia in gigante sia in slalom, conquistando anche l’argento tra i paletti stretti alle Olimpiadi di Milano-Cortina. Per Scalvedi, il passo avanti più importante è stato quello della continuità. «L’anno scorso ha dimostrato di poter finalmente trovare continuità, dopo stagioni caratterizzate da alti e bassi. Poi ci sono Wendy Holdener e Corinne Suter, oltre alle giovani. La squadra non manca di qualità. Molto dipenderà, però, dalla preparazione svolta, di cui naturalmente non conosco i dettagli».

Shiffrin la donna da battere in CdM
Rast può dunque essere una delle protagoniste, ma la donna da battere in Coppa del Mondo resta Mikaela Shiffrin. «Certamente. È lei la favorita. Ma dopo il sorprendente annuncio di voler puntare soprattutto sul gigante e sulle discipline veloci, riducendo le gare di slalom, però, gli equilibri potrebbero cambiare».

Nella scorsa stagione, infatti, la statunitense ha conquistato ben 980 dei suoi 1’410 punti tra i paletti stretti. La scelta di ridurre le gare di slalom potrebbe quindi aprire nuovi scenari, anche a vantaggio di Emma Aicher, seconda nella classifica generale. «L’anno scorso Shiffrin si è divertita molto. Ora vuole provare qualcosa di diverso, cambiare un po’».

«Odermatt è super motivato»
Al maschile, Scalvedi vede ancora Marco Odermatt davanti a tutti, nonostante qualche problema durante la preparazione. «Si comincia già a parlare del suo possibile record, con sei Coppe del Mondo consecutive. Penso che questo lo motivi ancora di più. Credo che Odi sia carichissimo e voglia regalare un’altra soddisfazione a se stesso e al pubblico svizzero».

Sarà però una stagione particolare, con i Mondiali di Crans-Montana destinati a influenzare i programmi degli atleti. «Questo può cambiare le carte in tavola. I big pianificheranno la stagione anche in funzione dei Mondiali, perché vorranno arrivarci nella migliore condizione possibile. I più giovani, invece, cercheranno di dare tutto fin da subito, per dimostrare il proprio valore e guadagnarsi una convocazione».

«Se Vonn tornasse, sarebbe mostruoso»
Tra le possibili assenti c’è anche Lindsey Vonn, ancora alle prese con il grave infortunio rimediato a Cortina. La sua Federazione l’ha comunque inserita in squadra, lasciando aperta la porta a un eventuale ritorno. Scalvedi non nasconde l’ammirazione per la campionessa americana: «Se dovesse tornare anche questa volta, sarebbe qualcosa di mostruoso».

E mentre alcuni veterani, tra cui Marcel Hirscher, pronto a gareggiare per i Paesi Bassi, non hanno intenzione di mollare, le nuove leve cercano di ritagliarsi il proprio spazio. Si annuncia dunque una stagione ricca di spunti. Per Scalvedi, costretta a lasciare le gare giovanissima a causa dei problemi alla schiena, l’inizio della Coppa del Mondo è anche l’occasione per ripensare al proprio percorso.

«Ho trasformato la frustrazione in una spinta»
A otto anni dal ritiro, le manca ancora lo sci agonistico? «È una domanda che mi fanno spesso, e non soltanto i giornalisti: me la pongono anche le persone che incontro e le mie amiche. Sono passati otto anni dal ritiro e dieci dall’ultima competizione. Oggi guardo al mio passato da atleta in modo diverso rispetto a cinque anni fa, quando sentivo molto di più la mancanza di quelle sensazioni, di quell’adrenalina che mi regalavano le discipline veloci».

Un’adrenalina difficile da ritrovare nella vita di tutti i giorni, soprattutto nei primi anni dopo l’addio alle gare. «Sì. Cinque anni fa era difficile colmare quel vuoto. Cercavo di ritrovare quelle emozioni, ma era impossibile, e questo mi provocava frustrazione. Con il passare del tempo, però, ho lavorato su me stessa e sono riuscita a trasformare quella rabbia in una spinta per fare altro. Mi ha dato l’energia necessaria per raggiungere nuovi obiettivi, sia nella vita professionale sia in quella privata».

Una nuova sfida nella psicologia dello sport
Oggi Beatrice ha trovato una nuova strada nel mondo dello sport, questa volta nell’ambito della psicologia. La fine della carriera agonistica è diventata così un nuovo punto di partenza. «Adesso sono davvero soddisfatta di ciò che sono riuscita a costruire professionalmente. Ho completato gli studi e oggi lavoro nell’ambito della psicologia dello sport, realizzando un obiettivo che avevo da sempre: affiancare federazioni e atleti. Essere riuscita a trasformare la frustrazione in determinazione e a raggiungere questo traguardo è una grande soddisfazione. Ho portato a termine gli studi e ho continuato a formarmi, approfondendo interessi che sento ancora molto forti e profondamente legati allo sport. È una cosa bellissima».

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