Lula attacca Bolsonaro Jr: «Fuga vergognosa, leccapiedi degli Usa»

Gli Stati Uniti sono pronti a concedere il visto allo sconfitto nelle elezioni
SAN PAOLO - Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha definito "vergognosa" la partenza per gli Stati Uniti del senatore Flávio Bolsonaro, sconfitto al ballottaggio presidenziale di domenica. Nel corso di un discorso per celebrare il suo 81esimo compleanno ripreso dai principali media locali, Lula ha criticato il rivale per aver lasciato il Brasile dopo che la polizia federale aveva chiesto la consegna dei suoi passaporti.
«Mi dispiace che sia andato via dal Brasile, perché avrebbe potuto restare e dimostrare che le accuse contro di lui non sono vere», ha dichiarato Lula, ricordando di aver consegnato a sua volta i propri passaporti quando gli era stato chiesto di farlo. «Questo cittadino, la persona più bugiarda che abbia mai visto in vita mia, non ha alcun rispetto della verità. Questo atto è vergognoso», ha aggiunto.
Rievocando la propria vicenda giudiziaria legata all'inchiesta Lava Jato, Lula ha affermato di aver ricevuto all'epoca inviti a lasciare il Brasile, ma di aver scelto di restare per smascherare i suoi accusatori e dimostrare la propria innocenza. «La famiglia Bolsonaro è così: il Brasile è la loro seconda patria, la prima sono gli Stati Uniti, è leccare i piedi agli Usa», ha detto. Anche il vicepresidente Geraldo Alckmin ha criticato la partenza di Flávio Bolsonaro, definendola «incomprensibile».
Gli Stati Uniti sono pronti a concedere il visto a Flávio Bolsonaro e alla sua famiglia. Secondo quanto riferito da un funzionario governativo all'Agenzia di stampa tedesca DPA, il Dipartimento di Stato americano consentirà l'ingresso nel Paese al senatore brasiliano. La notizia arriva mentre si moltiplicano le indiscrezioni su una possibile partenza del figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro dal Brasile, nonostante un divieto imposto dalla Corte Suprema.
Il giudice Alexandre de Moraes aveva ordinato a Bolsonaro di consegnare i passaporti entro 24 ore, annullando contemporaneamente i documenti e vietandogli di lasciare il territorio brasiliano. Il senatore non avrebbe tuttavia rispettato l'ordine. Secondo il "New York Times", che cita tre funzionari statunitensi, Bolsonaro si sarebbe diretto negli Stati Uniti. Il quotidiano brasiliano "Folha de S. Paulo" ha invece riferito, sulla base di fonti vicine alla famiglia, che il politico sarebbe partito per l'Argentina con l'intenzione di proseguire verso gli USA. Una ricostruzione ripresa anche dal quotidiano argentino "La Nación". Le autorità argentine per l'immigrazione hanno però comunicato che non risulta alcun ingresso di Bolsonaro nel Paese. Il suo itinerario e la destinazione effettiva non sono stati confermati in modo indipendente.
Il provvedimento della Corte Suprema brasiliana è stato adottato nell'ambito di un'indagine che coinvolge Flávio Bolsonaro e l'avvocato Willer Tomaz, sospettati di riciclaggio di denaro. Gli inquirenti esaminano presunti flussi finanziari transitati attraverso società riconducibili all'avvocato e a operatori di scommesse. Bolsonaro respinge ogni accusa di illecito. Dopo la sconfitta elettorale, il 45enne aveva dichiarato che avrebbe consegnato i passaporti e contestato legalmente il provvedimento, giudicato ingiustificato. Aveva inoltre negato qualsiasi intenzione di lasciare il Brasile, attribuendo l'iniziativa giudiziaria a dichiarazioni del fratello Eduardo, residente negli Stati Uniti. Quest'ultimo, contro il quale pende un mandato d'arresto in Brasile, aveva sostenuto prima del voto l'ipotesi di una partenza di Flávio in caso di sconfitta. Durante il processo penale contro il padre Jair Bolsonaro, Eduardo aveva inoltre sollecitato ripetutamente Washington a imporre sanzioni ai giudici della Corte Suprema.



