La protesta della signora Patrizia: «So che non dovevo, ma l'ho fatto con il cuore»

Una 67enne di Banco, frustrata dall'eccessiva velocità di chi transita per il nucleo e la sua zona 30, ha deciso di prendere la faccenda... per il pennello.
Una 67enne di Banco, frustrata dall'eccessiva velocità di chi transita per il nucleo e la sua zona 30, ha deciso di prendere la faccenda... per il pennello.
BEDIGLIORA - Goccia dopo goccia, a un certo punto la proverbiale misura si colma e si finisce per agire “di pancia”. «Non me ne pento», ci conferma Patrizia*, 67enne di Banco, il cui portone di casa dà direttamente sulla zona 30 nel nucleo dell'ormai frazione del neonato comune di Lema.
Il problema, secondo lei, è che praticamente nessuno rispetta quel limite di velocità: «Abito qui da 45 anni e ogni volta che esco di casa rischio di farmi tirare sotto», ci racconta, «fra Porsche e Mercedes che viaggiano a velocità allucinanti, c'è da fare davvero attenzione».
Della problematica, nota fra gli abitanti del nucleo, si è poi lamentata anche con il Municipio e con la Polizia. Dal canto loro le autorità - che hanno raccolto tutte le segnalazioni giunte dalla cittadinanza - si sono mosse come potevano.
Uno dei mezzi per tentare di far rispettare il limite, e non solo in quel braccio di strada, sono i radar che gli agenti hanno piazzato più volte in prossimità della zona 30: «Non è bastato», sentenzia la donna, «e per quanto mi riguarda non è che sia particolarmente favorevole alle politiche punitive come questa. Per me a vincere dovrebbe sempre essere il rispetto, c'è già troppa repressione...».
Sarà a causa di un'ennesima collisione sfiorata con una fuoriserie, oppure perché quella mattina si è svegliata insolitamente battagliera, Patrizia prende il pennello e si reca in strada: «Avevo della vernice bianca e rossa che mi avanzava, e... ho compiuto un atto sovversivo. Sapevo che stavo facendo qualcosa di sbagliato, che era un reato, ma l'ho fatto davvero con il cuore».
Su una cinquantina di metri di strada ecco apparire la scritta, a caratteri cubitali: «Difendo la zona 30, visto che le autorità sono impegnate a difendere i pirati della strada».
Su quelle parole iniziano a passare i veicoli, qualcuno rallenta, la vernice imbratta i copertoni che a loro volta sporcano la strada. La carreggiata diventa un po' un guazzabuglio di parole, numeri e strisce.
A quel punto, intervengono le autorità che interpellano la signora. Prima un funzionario del Municipio, e poi gli agenti di Polizia: «Sono arrivati, hanno fatto le foto, poi sono venuti a parlare con me, io gli ho detto: “arrestami pure se dovete”. Ma non lo hanno fatto, ora non posso fare altro che attendere... per vedere come evolverà la cosa. So che è stato un atto estremo, non sono fiera di me, ma l'ho fatto in piena coscienza».
E ora cosa rischia effettivamente Patrizia? Dipende: il reato imputabile a una persona che imbratta una strada è quello di Danneggiamento (Art. 144 CP) e può essere perseguito solo su querela di parte (in questo caso del Comune o del Cantone). La pena può consistere in una sanzione pecuniaria o - nei casi più gravi - nella detenzione fino a 3 anni.
La faccenda si complica, però, se la vernice finisce per coprire la segnaletica stradale presente sulla carreggiata, compromettendone sicurezza e visibilità. In questo caso si viola l'Art. 26 della Legge federale sulla circolazione stradale, ovvero la voce relativa all'Osservanza dei segnali, delle demarcazioni e degli ordini. Questo potrebbe far scattare una procedura penale per infrazione stradale, con possibili multe salate e altre sanzioni amministrative.
*nome completo noto alla redazione




