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LUGANO

«Non tutto è preservabile, ma non tutto è demolibile»

Una petizione chiede di preservare il comparto dell'ex Spohr di via Industria a Pregassona e trasformarlo in un centro di aggregazione per tutte le generazioni.
«Non tutto è preservabile, ma non tutto è demolibile»
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Fonte red
«Non tutto è preservabile, ma non tutto è demolibile»
Una petizione chiede di preservare il comparto dell'ex Spohr di via Industria a Pregassona e trasformarlo in un centro di aggregazione per tutte le generazioni.

PREGASSONA - Fermare la possibile demolizione del comparto ex Spohr di Pregassona e trasformare gli edifici storici di via Industria in un nuovo centro di aggregazione per il quartiere, con abitazioni, spazi per i giovani, attività sociali e aree verdi. È quanto chiedono alcuni cittadini e residenti attraverso una petizione indirizzata al Municipio di Lugano, datata 26 ottobre.

Al centro della richiesta c'è il futuro dell'antico complesso conosciuto un tempo come Bozzorera, le cui origini risalgono almeno al XVII secolo, quando nella zona erano presenti i mulini lungo la roggia Molinara. Un patrimonio che, secondo i promotori della petizione, merita di essere recuperato anziché abbattuto.

Il timore delle ruspe
A preoccupare i firmatari sono le intenzioni attribuite al Municipio di Lugano. Nella petizione vengono richiamati alcuni articoli apparsi sulla stampa lo scorso aprile secondo i quali l'Esecutivo intenderebbe demolire gran parte del complesso per ottenere un ritorno economico, nonostante il parere contrario della Commissione urbanistica.

«Bisognerebbe smettere di considerare l'edificato storico che ci circonda come un impiccio a un sedicente progresso, da demolire non appena possibile per fare cassa», si legge nel documento.

Secondo i firmatari, la conservazione degli edifici storici non rappresenta soltanto una questione di memoria collettiva, ma anche una scelta di sostenibilità. «Non tutto è preservabile ma non tutto è demolibile», sottolineano, invitando l'ente pubblico a valutare con maggiore prudenza il futuro delle costruzioni storiche.

Un progetto con abitazioni e spazi sociali
La petizione non si limita a chiedere di salvare gli immobili. I promotori hanno elaborato anche una proposta di riqualificazione, accompagnata da planimetrie che illustrano come potrebbe essere utilizzato il comparto mantenendone l'impianto originario.

Secondo le loro stime, al piano terreno potrebbero essere ricavati circa 860 metri quadrati destinati ad attività artigianali, commerciali e sociali. Ai piani superiori troverebbero invece spazio circa 1'640 metri quadrati di abitazioni.

Il progetto prevede inoltre circa 1'050 metri quadrati di parco e giardini, oltre a 300 metri quadrati di corti interne, che potrebbero diventare piccole piazze accessibili alla popolazione.

L'obiettivo è trasformare l'ex Spohr in una sorta di «piazza sociale» di Pregassona, capace di ospitare attività e servizi rivolti a tutte le generazioni.

Tra le proposte figurano uno spazio stabile per adolescenti e giovani, dove incontrarsi, studiare e partecipare ad attività educative e ricreative, e una sala comunitaria polivalente per conferenze, corsi, incontri pubblici e iniziative dedicate anche alla terza età.

Si immaginano inoltre locali per associazioni, servizi di prossimità e sportelli di ascolto. Particolare attenzione viene riservata anche al mantenimento del parco giochi e alla valorizzazione delle aree verdi, affinché rimangano luoghi sicuri per bambini e famiglie.

Quattro richieste al Municipio
Per concretizzare questa visione, i promotori avanzano quattro richieste all'Esecutivo luganese. La prima è la messa in sicurezza dell'intera struttura, così da garantirne la conservazione in attesa di una soluzione definitiva.

La seconda riguarda la possibilità di indire un concorso rivolto alle cooperative, prevedendo un diritto d'uso delle superfici e dei volumi che permetta di finanziare l'operazione di recupero.

Viene inoltre chiesto di valutare un concorso di architettura finalizzato alla ristrutturazione e al risanamento degli edifici esistenti, preservandone l'aspetto originale e adattando gli spazi alle esigenze attuali.

Infine, i firmatari chiedono che nella futura destinazione del comparto venga riservata una quota significativa di superfici alle attività sociali e comunitarie, salvaguardando il parco giochi, gli spazi verdi e le corti interne.

Per i promotori, l'alternativa alla demolizione sarebbe sostenibile non soltanto sotto il profilo storico e culturale, ma anche dal punto di vista tecnico, funzionale ed economico. Una valutazione che resta alla base della loro proposta e che ora sottopongono all'attenzione del Municipio.

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