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Fermata FFS a Giornico, la riapertura «non si giustifica»

È la risposta del Consiglio di Stato all'interrogazione di Corti e cofirmatari
Fermata FFS a Giornico, la riapertura «non si giustifica»
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Fonte Consiglio di Stato
Fermata FFS a Giornico, la riapertura «non si giustifica»
È la risposta del Consiglio di Stato all'interrogazione di Corti e cofirmatari

BELLINZONA - Il Consiglio di Stato chiude alla riapertura di una fermata ferroviaria a Giornico. Nella risposta all'interrogazione del dicembre scorso - presentata dal deputato del Centro Alessandro Corti insieme ai cofirmatari Guerra e Tenconi - dedicata all'accessibilità ferroviaria e alla valorizzazione storico-culturale del borgo leventinese, il Governo spiega che l'abitato è già ben servito dal trasporto pubblico e che uno scalo sulla linea di montagna non trova giustificazione né dal profilo dell'esercizio né da quello dei costi.

Giornico, ricorda l'Esecutivo, dispone delle fermate "Giornico, Paese" e "Giornico, Fraggio", oltre a corse puntuali per la fermata "Giornico, Scuola Media", servite dalla linea 120 di AutoPostale. Il collegamento è orario nelle ore di morbida e semiorario nelle ore di punta mattutine e serali, con coincidenze «ottimamente» allacciate alla rete TILO, in particolare alla linea S10 a Biasca. «Per questi motivi lo scenario di una riapertura della fermata di Giornico non si giustifica», scrive il Consiglio di Stato, che per la stessa ragione rinuncia anche ad avviare uno studio di fattibilità o di prefattibilità, come chiedeva l'atto parlamentare.

Le tre fermate riattivate dopo l'apertura della galleria di base
La risposta ripercorre quanto avvenuto sulla linea storica del Gottardo dopo l'inaugurazione della galleria di base, aperta il primo giugno 2016 e accessibile al traffico viaggiatori nel dicembre dello stesso anno. Nei piani delle FFS l'apertura del nuovo tunnel avrebbe comportato l'abbandono del servizio sulla tratta di montagna: grazie all'intervento del Governo cantonale, invece, la linea ha potuto mantenere un servizio passeggeri a cadenza oraria. Oltre alle stazioni già esistenti di Airolo e Faido sono state riattivate le fermate di Ambrì-Piotta e Lavorgo, seguite l'anno successivo da Bodio. Tre riaperture decise soprattutto in funzione dell'integrazione con la rete bus e che, riconosce lo stesso Consiglio di Stato, «rappresentano un'eccezione per un servizio ferroviario non ordinato».

La distinzione è rilevante: la linea è percorsa da treni del traffico a lunga distanza (Eurocity, Intercity e Interregio), pianificati dalla Confederazione, di competenza delle FFS e senza finanziamenti per l'esercizio.

Nessuna trattativa in corso
Al di fuori di quelle tre fermate, precisa il Governo, non sono state intavolate discussioni formali su eventuali riaperture in Leventina. L'unica richiesta recente è quella del Comune di Prato Leventina per la riattivazione della stazione di Rodi-Fiesso, presentata nell'ambito dell'opposizione all'offerta di trasporto pubblico 2021 che il Gran Consiglio ha respinto. FFS Infrastruttura, dal canto suo, «esclude l'inserimento di ulteriori fermate» sia dal profilo dell'esercizio ferroviario sia da quello dei costi, in particolare alla luce delle esigenze poste dalla Legge federale sull'eliminazione di svantaggi nei confronti dei disabili.

Sul piano tecnico, la riapertura di una fermata sottostà a normative complesse, che fanno capo soprattutto alla Legge sulle ferrovie e alla Legge sui disabili; ulteriori informazioni sono disponibili sul sito dell'Ufficio federale dei trasporti. A questi vincoli si aggiungono quelli d'orario: una nuova fermata non deve compromettere la stabilità dell'orario, condizionato dai vincoli in tratta e presso nodi importanti come Bellinzona. Trattandosi inoltre di traffico a lunga distanza - l'IR Locarno-Zurigo/Basilea - occorre garantire tempi di viaggio attrattivi, dato che ogni fermata penalizza i viaggiatori in transito, e al tempo stesso mantenere le fermate fondamentali per l'intercambio con i servizi su gomma.

Il turismo culturale resta sul tavolo
L'interrogazione chiedeva anche quali sinergie il Cantone ritenga promettenti fra accessibilità, cultura e turismo, con riferimento alle conclusioni dello studio Metron su AlpTransit e al potenziale di Giornico quale museo a cielo aperto. Il Consiglio di Stato risponde che il mantenimento della linea di montagna, la riapertura di Ambrì-Piotta, Lavorgo e Bodio e la migliorata integrazione con la rete bus hanno portato alla Leventina «un sostanziale miglioramento del trasporto pubblico sia dal punto qualitativo che quantitativo», con una rete definita performante. Sono, conclude, «ottime basi» su cui sviluppare nuove offerte turistico-culturali.

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