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MENDRISIO

Infermieri sociopsichiatrici, i sindacati chiedono aumenti salariali fino a 8’941 franchi

L'assemblea del 10 novembre intende fare il punto su istanze salariali e adeguamento al carovita nel settore sociosanitario cantonale.
Infermieri sociopsichiatrici, i sindacati chiedono aumenti salariali fino a 8’941 franchi
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Infermieri sociopsichiatrici, i sindacati chiedono aumenti salariali fino a 8’941 franchi
L'assemblea del 10 novembre intende fare il punto su istanze salariali e adeguamento al carovita nel settore sociosanitario cantonale.

MENDRISIO - Riclassificare il personale infermieristico dell'Organizzazione sociopsichiatrica cantonale (OSC) e recuperare il carovita. Sono le richieste al centro della mobilitazione annunciata dai sindacati OCST e VPOD, che insieme alla Commissione del personale hanno convocato un'assemblea per martedì 10 novembre, alle 14.30, a Mendrisio. Sul tavolo c'è un adeguamento salariale fermo da anni - fanno notare i sindacati - che comporterebbe aumenti annui compresi tra 5'159 e 8'941 franchi, a seconda della funzione ricoperta.

La questione risale almeno al 2019, quando la Commissione paritetica incaricata aveva formalmente sancito una riclassificazione del personale infermieristico. L'adeguamento prevedeva il passaggio dalla classe salariale 4 alla 5 per gli infermieri e dalla classe 5 alla 6 per quelli con specialità. Un riconoscimento che, secondo i sindacati, terrebbe conto della formazione, delle competenze e delle responsabilità richieste a chi opera nel contesto sociopsichiatrico cantonale, contribuendo anche a rendere più attrattiva la professione.

Nonostante il pronunciamento della Commissione paritetica, la riclassificazione non è mai stata concretizzata. Per ottenerla, OCST e VPOD, insieme alla Commissione del personale, hanno promosso diverse iniziative: una petizione consegnata nel giugno 2022, prese di posizione pubbliche e ripetute richieste formali al Consiglio di Stato, l'ultima delle quali risale al gennaio 2026.

Il Governo, tuttavia, continua a opporsi all'adeguamento per ragioni finanziarie. Stando a quanto riferiscono le organizzazioni sindacali, anche nell'ultimo incontro dedicato alla questione l'Esecutivo ha confermato la propria posizione, negando quello che OCST e VPOD considerano un riconoscimento professionale già accertato dalle parti sociali.

Di fronte a questo nuovo rifiuto e a quello che definiscono un «annoso congelamento» della riclassificazione, i sindacati hanno quindi deciso di rilanciare la mobilitazione. L'assemblea del 10 novembre a Mendrisio servirà a fare il punto sulla situazione e a discutere le possibili azioni per sostenere la rivendicazione salariale, che secondo OCST e VPOD rimane bloccata anche dal preventivo cantonale. La mobilitazione non riguarderà però soltanto gli infermieri dell'OSC. Durante l'incontro sarà affrontata anche la questione del recupero del carovita per il personale pubblico, parapubblico e sociosanitario, un tema sul quale le organizzazioni sindacali chiedono interventi a tutela del potere d'acquisto.

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