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MONTECENERI

Donna ammanettata a Camignolo, il PLR difende gli agenti: «Serve coraggio istituzionale»

Non si placano le polemiche dopo la notizia dell'emanazione dei due decreti di accusa: «Chi deve far rispettare le regole si sente sotto esame permanente, mentre chi le viola sembra non subirne le conseguenze»
Donna ammanettata a Camignolo, il PLR difende gli agenti: «Serve coraggio istituzionale»
Screenshot video tio.ch
Donna ammanettata a Camignolo, il PLR difende gli agenti: «Serve coraggio istituzionale»
Non si placano le polemiche dopo la notizia dell'emanazione dei due decreti di accusa: «Chi deve far rispettare le regole si sente sotto esame permanente, mentre chi le viola sembra non subirne le conseguenze»

MONTECENERI - «I poliziotti devono poter fare il proprio lavoro». Il PLR Ticino si dice fortemente preoccupato per la messa sotto accusa due agenti di polizia in relazione ai fatti di Camignolo del 13 ottobre 2025, quando il comitato cantonale del partito aveva come ospite Ignazio Cassis.

Per l'occasione era stata organizzata anche una manifestazione pro-Pal, che aveva radunato nei pressi delle Scuole medie di Camignolo un piccolo gruppo di manifestanti.

Il video dell'arresto di una donna, placcata e ammanettata con la forza, era diventato virale e aveva fatto discutere. Come reso noto lo scorso marzo, la donna aveva poi denunciato i due poliziotti. Oggi il Ministero pubblico ha comunicato l’emanazione di due decreti d’accusa per il reato di abuso di autorità.

Secondo il PLR, la vicenda «rischia di trasmettere un messaggio profondamente sbagliato a chi, ogni giorno, garantisce la sicurezza dei cittadini, spesso intervenendo in situazioni difficili, imprevedibili e potenzialmente pericolose. Il rispetto dello Stato di diritto è un principio irrinunciabile, così come la presunzione d’innocenza.

Ma uno Stato che pretende fermezza dai propri agenti deve anche avere il coraggio di sostenerli quando esercitano le loro funzioni. Non possiamo chiedere alla polizia di intervenire con determinazione e poi lasciarla sola di fronte alle conseguenze di ogni intervento».

Quanto all’uso proporzionato della forza, il principio «è sacrosanto e deve valere sempre. Ma non può trasformarsi in una clava sulla testa degli agenti, troppo spesso lasciati soli a gestire situazioni difficili. A questo si somma la frustrazione di chi, ogni giorno, si confronta con una diffusa sensazione d’impunità di fronte a comportamenti illeciti ripetuti».

Per il PLR «il rischio è un paradosso inaccettabile: chi deve far rispettare le regole si sente sotto esame permanente, mentre chi le viola sembra non subirne le conseguenze». E ancora: «La sicurezza non si garantisce con una polizia intimidita. Si garantisce con una polizia preparata, autorevole e sostenuta dalle istituzioni. Il PLR Ticino continuerà a difendere questo principio, senza ambiguità e senza cedimenti».

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