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VALLEMAGGIA

La Vallemaggia torna ufficialmente a unirsi. Marchesi: «Nessuna opera può cancellare il dolore»

Inaugurato oggi il nuovo ponte di Visletto, a poco più di due anni dalla devastante alluvione del 2024. Alle 16.30 la riapertura al traffico.
La Vallemaggia torna ufficialmente a unirsi. Marchesi: «Nessuna opera può cancellare il dolore»
La Vallemaggia torna ufficialmente a unirsi. Marchesi: «Nessuna opera può cancellare il dolore»
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La Vallemaggia torna ufficialmente a unirsi. Marchesi: «Nessuna opera può cancellare il dolore»
Inaugurato oggi il nuovo ponte di Visletto, a poco più di due anni dalla devastante alluvione del 2024. Alle 16.30 la riapertura al traffico.

CEVIO - Un simbolo della tragedia che diventa simbolo di rinascita. A poco più di due anni dall'alluvione che ha colpito la Vallemaggia, il ponte di Visletto torna a unire le due sponde della valle. La nuova struttura è stata inaugurata oggi, sabato 31 ottobre, nello stesso luogo in cui, nella notte tra il 29 e il 30 giugno 2024, la furia dell'acqua aveva spazzato via il vecchio collegamento. La cerimonia ufficiale è ancora in corso.

Un momento carico di significato per tutta la valle, che ritrova un collegamento fondamentale. Non solo un'infrastruttura, ma anche un simbolo concreto della ricostruzione e della voglia di ripartire dopo la catastrofe. Un significato sottolineato anche dal consigliere di Stato e direttore del Dipartimento del territorio Piero Marchesi, che nel suo discorso ha voluto innanzitutto ricordare le vittime dell'alluvione: «Oggi è un giorno di festa, ma il mio primo pensiero – o nostro, penso di poter parlare per tutti – va alle otto vittime di quella tragedia e alle loro famiglie, a chi ha visto distrutta la propria casa, a chi si è trovato davanti il lavoro di una vita spazzato via». E ha aggiunto: «Nessuna opera, per quanto importante, può cancellare il dolore».

I numeri della nuova struttura
Il nuovo ponte è lungo 146,4 metri e largo 8. Sorge più a monte rispetto al vecchio tracciato, una scelta pensata per migliorare la sicurezza idraulica. I lavori, iniziati nel luglio del 2025, si sono conclusi persino con un leggero anticipo rispetto al previsto.

Nel suo intervento, Marchesi ha indicato in 10,5 milioni di franchi, interamente a carico del Cantone, il costo dell'opera, che comprende anche le predisposizioni per il ripristino definitivo delle infrastrutture tecniche, tra cui le condotte dell'acqua, l'elettricità e le comunicazioni.

Marchesi ha ripercorso anche le prime fasi dell'emergenza, ricordando il lavoro dei soccorritori e gli sforzi compiuti per ristabilire i collegamenti con l'Alta Vallemaggia. Dal rinforzo della passerella dell'ex ferrovia, che aveva permesso il passaggio dei primi mezzi di soccorso in appena due giorni, alla realizzazione del ponte provvisorio poche settimane dopo. «Da quel momento è iniziato un lavoro meno visibile, ma altrettanto importante: passare dalle soluzioni d'emergenza alla ricostruzione».

Altri 21 milioni per la sicurezza della zona
La ricostruzione, tuttavia, non si ferma all'inaugurazione del nuovo ponte. Marchesi ha annunciato che mercoledì scorso il Consiglio di Stato ha approvato un messaggio per lo stanziamento e la ratifica di crediti per circa 21 milioni di franchi. La somma comprende il finanziamento del nuovo ponte e la progettazione e realizzazione di ulteriori interventi di sistemazione e riqualifica dell'alveo del fiume Maggia.

«Il Consiglio di Stato non intende però fermarsi qui; ricostruire è sicuramente un aspetto centrale per ripristinare ciò che è andato distrutto, ma al contempo è necessario trarre insegnamento da quanto accaduto per rendere il nostro territorio più forte, sicuro e resiliente», ha sottolineato il direttore del DT.

Gli interventi futuri, per un costo stimato di 11,2 milioni di franchi, prevedono lo smantellamento del ponte militare, la rimozione della strada provvisoria e soprattutto nuove opere di protezione, tra cui il consolidamento e la messa in sicurezza dell'alveo del fiume. L'obiettivo del Dipartimento è completare i lavori entro la fine del 2027.

Il consigliere di Stato ha infine ringraziato le autorità, i tecnici, le imprese e tutte le persone coinvolte nella ricostruzione, rivolgendo un pensiero particolare agli abitanti della valle per la pazienza dimostrata. «La buzza ci ha ricordato la forza della natura e la nostra fragilità di fronte a eventi imprevedibili». Il nuovo ponte, ha concluso, rappresenta un segno concreto della capacità di reagire e dell'impegno a «custodire il nostro territorio e costruire un futuro più sicuro per chi lo abita».

Alla cerimonia ufficiale sono anche intervenuti Wanda Dadò, sindaca di Cevio, Giovanni Berardi, vicepresidente del Gran Consiglio, e Fabiano Martini, capo dell'Area operativa della Divisione delle costruzioni del Dipartimento del territorio.

Una comunità in festa
Ma oggi è soprattutto una festa per la popolazione. Il programma prevede una maccheronata offerta ai presenti e la possibilità di attraversare a piedi il nuovo ponte, per scoprirlo da vicino prima dell'arrivo dei veicoli. I festeggiamenti si concluderanno alle 15, mentre alle 16.30 arriverà il momento tanto atteso: l'apertura ufficiale al traffico.

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