Cerca e trova immobili
CANTONE

Essere attratti da ciò che ci distruggerà

È il destino della falena cantato da Daana Green in "Hey Moth", il suo nuovo singolo
Essere attratti da ciò che ci distruggerà
Däwis Pulga
Daana Green, nome d'arte di Diana Piffari.
Essere attratti da ciò che ci distruggerà
È il destino della falena cantato da Daana Green in "Hey Moth", il suo nuovo singolo

LUGANO - Pare proprio di vederle ronzare attorno a una luce al neon viola, le falene evocate fin dal titolo in "Hey Moth", il nuovo singolo di Daana Green.

L'artista elettronica ticinese è tornata lo scorso 22 ottobre con un nuovo brano che non si limita a osservare l'irresistibile attrazione di questi insetti notturni verso le fonti luminose. È, soprattutto, il racconto autobiografico di una giovane donna, Diana Piffari, che si è fatto canzone tramite il suo progetto elettronico, che si sta avvicinando al primo decennio di esistenza.

«Parla di un processo di guarigione durato molto tempo, che prevede accoglienza e delicatezza verso ogni forma di dipendenza…» mi ha spiegato Diana. «Da ragazzina ero arrabbiata, furiosa… ora non più. La falena è quindi diventata la metafora di questo».

Creatura fragile, la falena segue la sua natura e viene catalizzata dalle fonti luminose. Come se fosse un mantra, Daana Green ripete due versi che rendono l'idea di questo piccolo, silenzioso dramma: «Chasing every broken neon light / You fly toward the glow just to fall apart…». Ovvero: un viaggio senza possibilità di scelta razionale verso la luce al neon. «Voli verso il bagliore solo per cadere a pezzi...».

«Ogni luce artificiale, purtroppo, è per lei un’attrazione fatale» osserva. Tanto che, come canta nel brano, «ora riesco a vedere briciole scintillanti nell’oscurità...». In questo destino apparentemente ineludibile c'è anche un ammonimento: al contrario della falena, l'essere umano ha la facoltà di cambiare strada, può abbandonare le abitudini e non farsi attirare dalla gravità di una luna che può essere dannosa. Se la falena è una vittima sacrificale, la persona può evitare di esserlo. «Questo mi ha aiutata a vedere tutto con altri occhi», confessa

Come per "Surface, Line, Point", il precedente singolo pubblicato a febbraio, Dana Green ha la capacità di "far vedere" la musica che suona. Questo brano avvolge lo spettatore piuttosto che incalzarlo, proprio come farebbe un seducente neon verso l'impotente creatura notturna. Lo fa con synth, pad e batterie campionate che scandiscono il ritmo di una danza circolare attorno a un polo catalizzatore, segnata da varie fasi e culminante in un brusco stop finale. Quale sia il motivo, ormai è chiaro.

Per "Hey Moth" Dana Green ha curato le fasi di scrittura, registrazione e missaggio, mentre il master è opera di Andrea Cosentino, nome molto noto della scena ticinese grazie alle sue collaborazioni con realtà del calibro di Terry Blue, Peter Kernel e Monte Mai. La foto di copertina, invece, è di Däwis Pulga.


Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE