«Ti curano solo se sei ricco»

Lo sfogo dell'astista Roberta Bruni, che dopo un infortunio ha dovuto pagare di tasca propria l'intervento da 15'000 euro ed è stata esclusa dal piano verso le Olimpiadi di Los Angeles.
Lo sfogo dell'astista Roberta Bruni, che dopo un infortunio ha dovuto pagare di tasca propria l'intervento da 15'000 euro ed è stata esclusa dal piano verso le Olimpiadi di Los Angeles.
TORINO - «In perfetto stile americano, ti curo se sei ricco, che nel nostro sistema vale per gli atleti super top. Gli altri possono smettere». È il duro sfogo di Roberta Bruni, che denuncia il mancato sostegno della Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL) dopo un grave infortunio.
La 32enne romana ha rappresentato l'Italia alle Olimpiadi di Tokyo 2020 e Parigi 2024 e detiene i record italiani del salto con l'asta: 4,73 metri all'aperto e 4,70 al coperto. Ma il 2026 è stato un anno difficile. Un grave infortunio al tendine del bicipite femorale, subito durante i Campionati italiani di Firenze, le ha impedito di partecipare agli Europei di Birmingham. Sui social, l'atleta racconta di non aver ricevuto il sostegno medico della federazione per l'operazione: «E così sarebbe stato se non avessi avuto papà pronto a pagare 15.000 euro per il mio intervento».
Ma le delusioni non sono finite qui. Bruni è stata anche esclusa dal progetto federale per il biennio che porterà alle Olimpiadi di Los Angeles 2028. «Non rispettavo nessun criterio d’accesso. Ma che mai avrei potuto soddisfare essendomi rotta un tendine ai campionati italiani che ho sempre onorato e vincendone anche 12», scrive, ricordando anche le cinque finali di Diamond League e le partecipazioni alle finali mondiali, olimpiche ed europee.
Nel mirino dell'atleta c'è il sistema AEC (Atletica Élite Club), che a suo giudizio premia i risultati senza garantire continuità nel sostegno. «Non comprenderò mai il senso d’investire soldi e supporto nei primi due anni di un ciclo olimpico e poi, di fronte a un’atleta operata, non investire nel biennio finale». Per Bruni, il meccanismo è semplice: «Se li ottieni, sei dentro. Se t’infortuni e non li ottieni, sei fuori».
La 32enne si rivolge quindi ad atleti, allenatori e genitori che potrebbero trovarsi in situazioni simili. «Parliamo di te genitore che per anni hai fatto sacrifici per portare tuo figlio a fare atletica e, sul più bello, magari non hai la disponibilità per pagare 15.000 euro un’operazione e vedrai quel sogno spezzarsi all’improvviso».
Due volte capitana della nazionale, Bruni mette infine in discussione il concetto stesso di squadra, che a suo dire viene meno proprio nei momenti più difficili: «Ti renderai conto che sei solo e che la squadra in realtà è rimasta solo in quella foto». Ringrazia invece il gruppo sportivo Carabinieri, «che è sempre pronto a tendermi la mano, invece di voltarmi le spalle».










