Bellinzona e la progressiva riduzione dei posteggi: quale futuro per il centro?

Valentina Mühlemann, Avanti con Ticino&Lavoro
Valentina Mühlemann, Avanti con Ticino&Lavoro
BELLINZONA - A Bellinzona il tema dei posteggi è diventato particolarmente controverso. Si parla giustamente di rilanciare il centro storico e sostenere i piccoli commerci, ma viene da chiedersi se la progressiva eliminazione di stalli nelle zone limitrofe sia davvero la soluzione più efficace.
Come riportato da laRegione il 26 ottobre nell'articolo «Da parcheggio a parco alberato: è il futuro dell’ex Stallone?», una mozione interpartitica chiede al Municipio un concorso di progettazione per trasformare l'attuale posteggio in un parco urbano alberato.
Il primo nodo sono i costi. Solo per il concorso si chiede un credito massimo di 300'000 franchi, a cui andrebbero aggiunti i costi di realizzazione, gestione e manutenzione del futuro parco. Un investimento pubblico importante che merita una riflessione approfondita, in un momento in cui le risorse comunali devono far fronte a molteplici esigenze.
C'è poi una questione concreta: nel 2024 all'ex Stallone sono state installate nuove colonnine di ricarica per veicoli elettrici. Prima di decidere la trasformazione dell'area, sarebbe doveroso chiarire che fine farebbero queste infrastrutture e quali costi comporterebbe il loro spostamento o la dismissione. Anche se gli importi sembrano contenuti, il denaro pubblico richiede lungimiranza.
L'ex Stallone serve attività fondamentali per la città. Penso in particolare alla Clinica dentaria comunale. Per le persone anziane e per chi ha difficoltà motorie, poter parcheggiare vicino a una struttura sanitaria fa una differenza concreta. Togliere un posteggio comodo e ombreggiato senza aver previsto alternative altrettanto accessibili rischia di creare disagi evitabili.
Lo stesso interrogativo riguarda i commercianti e l'attrattività turistica. Oltre all'ex Stallone, ricordo i 12 stalli destinati a scomparire nel comparto di Piazza Governo, tra il bar Incontro, la Fontana della Foca e il Teatro Sociale. Una città accogliente deve conciliare qualità degli spazi e accessibilità. Non tutti possono arrivare a piedi, in bici o con i mezzi pubblici: per molti l'auto resta una necessità. Vale anche per chi viene al mercato settimanale, lascia l'auto all'ex Stallone e prosegue a piedi in centro. Quella possibilità di sosta vicina può determinare la scelta di venire in città.
Nessuno mette in discussione l'importanza di più verde, ma è necessario chiedersi se sia indispensabile sacrificare un posteggio esistente o se non esistano alternative più razionali. A meno di 500 metri c'è il Parco Urbano, che potrebbe essere ulteriormente valorizzato con più panchine, alberature, zone d'ombra e giochi per bambini. Investire su uno spazio già esistente lo renderebbe più attrattivo per famiglie e cittadini.
Lo stesso vale per il parco di Villa dei Cedri, con la sua vegetazione pregiata, i percorsi tranquilli e l'area giochi. Valorizzare meglio ciò che già abbiamo dovrebbe venire prima di impegnare nuove risorse per trasformare un'altra area.
Se poi l'obiettivo è contrastare le isole di calore, non sarebbe più efficace una strategia diffusa invece di concentrare tutto su un singolo posteggio? Le superfici asfaltate e senza ombra surriscaldano la città. Servirebbe una rete di alberi ad alto fusto e chioma ampia nelle piazze, lungo le strade e nei luoghi più frequentati: penso a Piazza del Sole, a Piazza Indipendenza e agli assi che portano al centro. Alberi scelti in base al luogo, ai sottoservizi e alla sicurezza, con eventuale adeguamento del Piano regolatore, offrirebbero ombra, comfort estivo e maggiore vivibilità. Non un intervento isolato, ma una politica urbana coerente per tutta Bellinzona.
Va considerata anche la gestione futura dell'ex Stallone. Un parco, da solo, non garantisce di diventare un luogo vissuto e curato. Senza un progetto chiaro di manutenzione, illuminazione e sicurezza, rischia di diventare un'area poco frequentata o problematica. La qualità di uno spazio pubblico dipende anche da quanto è accogliente e sicuro nel tempo.
Infine, non dimentichiamo le società sportive, che già faticano a sostenere costi e pubblico. La disponibilità di posteggi vicino agli impianti conta per atleti, famiglie e spettatori, soprattutto durante eventi e manifestazioni.
Non si tratta di scegliere tra alberi e automobili. Una città viva trova un equilibrio ragionevole tra ambiente, accessibilità, commercio e qualità della vita. E per combattere il caldo, forse la scelta più lungimirante non è solo creare un nuovo parco, ma rendere Bellinzona progressivamente più alberata, ombreggiata e vivibile nel suo insieme.




