I milioni che mancano? Proviamo a cercarli nel mondo.

Christian Tresoldi, consigliere comunale di Lugano
Il Ticino affronta una sfida finanziaria importante. Il Preventivo 2027 prevede un disavanzo di quasi 100 milioni di franchi, con prospettive ancora più impegnative negli anni successivi.
L’attuale situazione geopolitica potrebbe offrire nuove opportunità. Imprenditori e famiglie internazionali cercano stabilità, sicurezza e condizioni fiscali competitive. La Svizzera offre queste qualità e il Ticino, tra Milano e Zurigo, gode di una posizione favorevole.
Una possibilità da approfondire sarebbe un piano straordinario quinquennale di competitività fiscale, ispirato al modello di Zugo ma adattato alla nostra realtà, nel rispetto delle normative vigenti.
Facciamo una simulazione economica.
Attirare 150 nuovi contribuenti in tre-cinque anni potrebbe essere un obiettivo da valutare: 50 con 5 milioni di patrimonio imponibile, 40 con 15 milioni, 35 con 30 milioni, 20 con 50 milioni e 5 con 90 milioni.
La nuova base imponibile sarebbe di 3,35 miliardi di franchi.
Con un prelievo effettivo ipotetico dello 0,3%, il gettito teorico sulla sostanza ammonterebbe a circa 10 milioni annui tra Cantone e Comuni, prima di eventuali agevolazioni e senza considerare le imposte sul reddito.
Il vantaggio potrebbe andare oltre il fisco. Questi nuovi residenti potrebbero acquistare case, costruire immobili, avviare aziende e investire in attività produttive. Significherebbe nuove opportunità per i nostri falegnami, idraulici, pittori, elettricisti, piastrellisti, giardinieri e tante altre imprese locali.
Naturalmente è soltanto un’ipotesi, un’idea da studiare a fondo. Ma oltre all’ottimizzazione dei costi, sarebbe interessante valutare nuove strategie per attrarre capitali e valorizzare il patrimonio pubblico. Ad esempio, recuperando immobili cantonali inutilizzati, laddove economicamente conveniente, per destinarli ad attività commerciali o imprenditoriali attraverso la locazione.
Un’idea che forse meriterebbe di essere approfondita, per valutare nuove fonti di entrata, sostenere l’economia locale e valorizzare meglio il patrimonio pubblico già esistente.



