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RAFFAELLA ZUCCHETTI

La sicurezza di chi ci protegge non è negoziabile

Raffaella Zucchetti, Deputata in Gran Consiglio e Consigliera Comunale a Riva San Vitale.
La sicurezza di chi ci protegge non è negoziabile
Raffaella Zucchetti
La sicurezza di chi ci protegge non è negoziabile
Raffaella Zucchetti, Deputata in Gran Consiglio e Consigliera Comunale a Riva San Vitale.

Più tutela per gli agenti, certezza della pena e rispetto dell’autorità: lo stato deve dimostrare di essere dalla parte di chi garantisce la sicurezza dei cittadini.

Quanto accaduto nei giorni scorsi in Leventina e nel Luganese, ma anche nei mesi scorsi in valle di Blenio, senza voler tralasciare nessun altro evento del genere, deve far riflettere tutti, ma soprattutto chi ha responsabilità politiche e istituzionali. Agenti feriti in modo serio in incidenti, esplosioni, conflitti, manifestazioni, fatti diversi ma accomunati da una realtà inquietante: chi indossa una divisa è esposto a rischi che possono diventare estremi in pochi istanti.

Esprimo la mia piena solidarietà agli agenti feriti e alle loro famiglie e per chi sta ancora lottando con problemi per gli infortuni avuti, auguro una pronta guarigione. Ma la solidarietà, da sola, non basta. Servono risposte concrete.

Una società che vuole definirsi civile non può tollerare che l’autorità venga sfidata impunemente e che chi è incaricato di far rispettare la legge debba mettere a repentaglio la propria incolumità nello svolgimento del proprio dovere. Il rispetto delle regole non è un’opzione e l’autorità dello Stato non può diventare un principio da invocare soltanto quando fa comodo.

Occorre adeguare gli strumenti a disposizione a una realtà sempre più complessa. Bisogna riflettere sulla sicurezza degli agenti, sulla loro formazione e l’equipaggiamento a disposizione. È una questione che riguarda non solo la polizia: riguarda la sicurezza di noi tutti.

Da una prospettiva di responsabilità e fermezza, occorre rafforzare la protezione giuridica delle forze dell’ordine, prevedere sanzioni proporzionate alla gravità dei comportamenti anche attraverso inasprimento delle pene per chi ne minaccia intenzionalmente l’incolumità e garantendo inoltre strumenti operativi adeguati.

Difendere gli agenti non significa attribuire a loro un potere illimitato. Significa riconoscere che devono poter svolgere il proprio lavoro con la necessaria protezione, formazione e certezza di essere sostenuti dalle istituzioni quando agiscono legittimamente.

La sicurezza non si garantisce con gli slogan, né con la retorica del giorno dopo. Si garantisce con decisioni, risorse adeguate, regole chiare e una politica che non abbia paura di assumersi le proprie responsabilità.

Dietro ogni divisa c’è una persona, una famiglia che aspetta il suo ritorno a casa. Non possiamo ricordarcene soltanto quando accade una tragedia.

Chi garantisce la sicurezza dei cittadini deve poter intervenire senza paura delle conseguenze e deve poter contare, senza esitazioni, sulla sicurezza e sul sostegno dello Stato.

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