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Massimiliano Robbiani

Riduzione dei consiglieri comunali a Mendrisio: melina politica o rispetto delle regole?

Massimiliano Robbiani, Lega dei Ticinesi, Mendrisio
Riduzione dei consiglieri comunali a Mendrisio: melina politica o rispetto delle regole?
Ti-Press / Francesca Agosta
Fonte red
Riduzione dei consiglieri comunali a Mendrisio: melina politica o rispetto delle regole?
Massimiliano Robbiani, Lega dei Ticinesi, Mendrisio

Quando una proposta politica dà fastidio o rischia di raccogliere troppi consensi, nei cassetti della politica locale c'è sempre un manuale pronto all'uso: quello per prendere tempo, girare intorno al problema e rimandare le decisioni allegramente a data da definirsi. È quanto sta accadendo a Mendrisio attorno alla mozione interpartitica – di cui sono primo firmatario – che chiede di ridurre il numero dei consiglieri comunali da 60 a 45.

La Commissione delle petizioni sapeva benissimo come andava gestito l'incarto: un bel rapporto e l'invio diretto in Consiglio comunale per la discussione e il voto. Una procedura lineare, pulita, democratica. E invece no. Per evitare che la mozione numericamente passi e diventi operativa già per la prossima legislatura, si è pensato bene a un escamotage: passare l'incarto a tutte le 10 commissioni di quartiere per una "valutazione".

Una mossa che definire irrituale è un eufemismo. Le commissioni di quartiere non hanno alcuna competenza né legittimità per decidere su una mozione presentata da un consigliere comunale: la legittimità spetta unicamente e rigorosamente al Consiglio comunale riunito in seduta plenaria. Qualche commissione, giustamente, ha già fatto notare che non sono affari loro. C'è da augurarsi che lo facciano tutte.

Il fine di questa operazione è fin troppo trasparente: perdere tempo. Trascinare la questione oltre la prossima legislatura, insabbiare una decisione che in Consiglio comunale avrebbe buone probabilità di trovare una maggioranza (fatti salvi i ribaltoni a cui la politica ci ha abituato) e bloccare una chiara volontà espressa dai consiglieri.

Non è una novità. Alla Commissione delle petizioni le cose che non piacciono vengono bocciate subito; per quelle che invece rischiano di passare, si trova sempre la scappatoia per allungare il brodo. Inventarsi di tutto pur di frenare le iniziative della Lega dei Ticinesi, dei Robbiani e degli altri gruppi politici che hanno aderito a questa proposta significa mancare di rispetto alle regole democratiche e al lavoro di chi siede in Consiglio con serietà.

La democrazia ha bisogno di trasparenza, di rispetto dei ruoli e dei doveri istituzionali. Sfruttare mezzucci procedurali per eludere il voto dell'aula non fa onore a chi amministra la cosa pubblica. I cittadini e i consiglieri comunali meritano serietà, non rinvii di comodo.

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