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Vietare i fuochi d’artificio o aumentare la coercizione preventiva sulle manifestazioni politico-sindacali?

Partito Comunista
Vietare i fuochi d’artificio o aumentare la coercizione preventiva sulle manifestazioni politico-sindacali?
Depositphotos (nd3000)
Vietare i fuochi d’artificio o aumentare la coercizione preventiva sulle manifestazioni politico-sindacali?
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Pur riconoscendo i nobili scopi che l’iniziativa popolare "Per una limitazione dei fuochi d’artificio" si propone, il Partito Comunista è scettico sulle modalità proposte e, a maggioranza del suo Comitato Centrale, invita a respingerla. 

Riteniamo anzitutto che la Costituzione Federale non vada appesantita da articoli relativi a temi come regolamentazioni specifiche inerenti, ad esempio, a frivoli fenomeni di intrattenimento. Essa dovrebbe bensì racchiudere concetti e indicazioni fondamentali riguardo al funzionamento e all’essenza dello Stato. Le problematiche sollevate dagli iniziativisti – per quanto valide – sono già risolvibili nell’ambito del controllo da parte degli enti cantonali e comunali, i quali peraltro possiedono già un apparato normativo rispetto al fenomeno dei fuochi di artificio.

Rimaniamo critici rispetto all’approccio moralista e "divietocratico" degli iniziativisti. Il divieto tout-court di un’attività che – come qualsiasi altra – se mal gestita può potenzialmente diventare problematica si inserisce in una tendenza proibizionista, calata dall’alto, che quasi sempre risulta controproducente nella risoluzione dei problemi. Nel caso specifico si potrebbe pensare – ad esempio – ad un’eventuale apertura di un mercato nero per i fuochi artificiali: uno scenario da scongiurare. La preoccupazione del Partito Comunista è relativa anche alle possibili derive securitarie che potrebbero scaturire dall'iniziativa stessa.

Al di là di un aumento delle spese a carico dei contribuenti legate all'ordine pubblico e dei dubbi sulla effettiva possibilità di intervenire capillarmente sul territorio per impedire che si sparino fuochi di artificio, segnaliamo che se questa iniziativa fosse approvata ci sarebbero più facilmente gli estremi per mettere in atto misure di coercizione preventiva ed intensificare i controlli di Polizia sugli eventi di interesse pubblico quali manifestazioni sindacali, movimenti studenteschi, eventi sportivi, ecc.

Alle nostre latitudini fermi preventivi e controlli accresciuti sono ad oggi limitati (ad esempio le manifestazioni a Ginevra contro il summit del G8) ma non si può escludere che, con la scusa di questa nuova normativa e la verifica se esiste del materiale pirotecnico, lo Stato, soprattutto in questo periodo storico, ne approfitti e intervenga preventivamente per ostacolare moti studenteschi, associativi, di protesta, cosa che regolarmente succede in Unione Europea (controlli accresciuti, check points, repressione, ecc.).

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