Automobilisti mobbizzati dai burocrati

Lorenzo Quadri, Consigliere nazionale, Lega dei Ticinesi.
Lorenzo Quadri, Consigliere nazionale, Lega dei Ticinesi.
La guerra ideologica contro gli automobilisti prosegue. L’ultima pensata dei burocrati bernesi? Introdurre il limite di 80 km/h in autostrada per far fronte alla presunta carenza di carburante.
Peccato che nemmeno si sappia quanto carburante si risparmierebbe effettivamente. Ancora una volta, l’obiettivo reale è perseguitare gli automobilisti per motivi ideologici e fare cassetta con i radar.
La proposta si inserisce nella “tattica del salame” mirata a generalizzare gli 80 all’ora in autostrada: basti pensare al progetto dell’USTRA di imporre questo limite sull’intera tratta ticinese dell’A2 nelle ore di punta a partire dal 2030 e ai già famigerati 80 km/h contro le polveri fini.
Ma, se il limite viene imposto per risparmiare carburante o ridurre le polveri fini, le auto elettriche, che non consumano benzina e non producono polveri fini, saranno esentate?
La generalizzazione degli 80 km/h avrebbe inoltre conseguenze deleterie: sposterebbe parte del traffico, soprattutto quello parassitario dei frontalieri, sulla rete viaria cantonale e comunale.
La velocità massima in autostrada andrebbe semmai aumentata. Certamente non ridotta. In Italia il limite generale è già di 130 km/h e un progetto di legge lo vuole portare a 150 su alcune tratte. In Svizzera, un’iniziativa parlamentare per introdurre i 130 all’ora è stata respinta dalla Commissione dei trasporti del Nazionale per soli due voti di scarto. La discussione arriverà in Parlamento: vedremo come andrà a finire.
Ma la penalizzazione dell’automobile non si ferma alla velocità. Gli automobilisti finanziano interamente il FOSTRA (Fondo per le strade nazionali), tramite i balzelli sui carburanti, con miliardi di franchi ogni anno. Eppure in Consiglio nazionale la maggioranza, seguendo i Verdi, vuole aumentare il prelievo dal FOSTRA destinato ai programmi d’agglomerato: quelli che finanziano piste ciclabili, pedonalizzazioni, cancellazioni di posteggi, zone a 20 km/h, e chi più ne ha più ne metta. In sostanza, si vorrebbero utilizzare sempre più soldi degli automobilisti per finanziare interventi contro gli automobilisti medesimi.
I conti, del resto, non tornano nemmeno sul fronte degli investimenti contemplati dal progetto “Trasporti 45” del Consiglio federale. Mentre per la ferrovia sono previsti oltre 8 miliardi fino al 2045, per l’ampliamento della rete stradale gli investimenti effettivi si fermano a 1,6 miliardi. E questo nonostante il traffico individuale motorizzato versi ogni anno oltre 13 miliardi di franchi tra imposte e tasse, con un grado di copertura dei costi superiore al 150%.
La strada è un servizio pubblico indispensabile. Spostarsi in macchina non è un capriccio. E l’automobilista non è un soggetto vizioso da sanzionare e “rieducare” svuotandogli il borsello.




