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MUZZANO

«Ci hanno rubato 15mila franchi di gioielli»: il video del furto lampo

Un uomo fa da scudo, un altro forza la vetrina e i preziosi spariscono sotto gli occhi delle commesse. Il colpo «d'oro» messo a segno lunedì al negozio Ricompralo di Muzzano. Le telecamere riprendono tutto.
«Ci hanno rubato 15mila franchi di gioielli»: il video del furto lampo
«Ci hanno rubato 15mila franchi di gioielli»: il video del furto lampo
Ricompralo
Fonte Red
«Ci hanno rubato 15mila franchi di gioielli»: il video del furto lampo
Un uomo fa da scudo, un altro forza la vetrina e i preziosi spariscono sotto gli occhi delle commesse. Il colpo «d'oro» messo a segno lunedì al negozio Ricompralo di Muzzano. Le telecamere riprendono tutto.

MUZZANO - Un colpo fulmineo, messo a segno in pieno giorno, sotto gli occhi delle commesse (e delle telecamere di sicurezza). Tre persone hanno preso di mira il negozio dell'usato Ricompralo, in via Piodella 12 a Muzzano, riuscendo a impossessarsi di gioielli per un valore stimato di circa 15mila franchi.

Il tutto in meno di un minuto, con una manovra studiata per nascondere il furto al personale. La Polizia cantonale ha confermato alla nostra redazione di essere intervenuta ieri, lunedì 2 novembre, dopo aver ricevuto la segnalazione.

Il furto è avvenuto attorno alle 15, ma il personale se ne è accorto soltanto alle 16.30, circa un'ora e mezza dopo. A insospettire una dipendente è stata la scomparsa dei gioielli dalla vetrina, che i ladri avevano richiuso dopo averla forzata. Una volta dato l'allarme, sul posto sono intervenuti rapidamente due agenti per i primi accertamenti.

Il filmato che svela i movimenti
Grazie alla collaborazione di Luca, responsabile del reparto gioielleria di Ricompralo, la nostra redazione ha potuto visionare il filmato, che mostriamo ai lettori. Le immagini documentano come i tre uomini siano riusciti a mettere a segno il furto senza che il personale si accorgesse di nulla.

Nel video si vedono i tre individui muoversi all'interno del negozio. Uno di loro, apparentemente di grossa corporatura, si piazza davanti alla vetrina, facendo da schermo ai complici. Mentre le commesse continuano a lavorare, uno dei tre forza la vetrina, preleva i gioielli insieme a un espositore e nasconde tutto sotto la giacca. Gli altri due fingono di osservare la merce, prima di allontanarsi a loro volta. Un'azione rapida e coordinata, portata a termine senza attirare l'attenzione del personale.

Preso l'oro, «che è alle stelle», risparmiati i Rolex
«Hanno scardinato una delle due ante» della vetrina, racconta Luca. La struttura, composta da due ante di vetro con apertura a battente, sarebbe stata forzata con un oggetto, creando uno spazio sufficiente per infilare le mani e afferrare i preziosi. I ladri hanno poi richiuso la vetrina, tanto che inizialmente nessuno si è accorto dell'effrazione. Tra gli oggetti rubati figurano anelli, collane e ciondoli, oltre a un intero espositore.

I ladri si sarebbero concentrati soprattutto sugli oggetti in oro, lasciando invece gli orologi di valore. «Fortunatamente non li hanno presi», osserva Luca, riferendosi ai Rolex presenti nel negozio. Secondo il responsabile, sarebbe stato più difficile far passare gli orologi con le relative scatole attraverso la stretta apertura ricavata nella vetrina. Inoltre, a differenza dei gioielli in oro, gli orologi sono identificabili grazie a un numero di serie.

Un colpo da «una manciata di secondi»
Secondo la ricostruzione del responsabile, basata sulle immagini della videosorveglianza, il furto si sarebbe consumato in appena una ventina di secondi. I tre uomini, di età apparentemente attorno ai trent'anni, hanno girato per il locale prima di concentrarsi sulla vetrina dei preziosi. Due indossavano un cappellino, mentre il terzo ne era sprovvisto.

A colpire è soprattutto la facilità con cui i tre sono riusciti ad agire indisturbati, nonostante le commesse si trovassero a pochi passi. «Le commesse erano impegnate, una era in cassa, l'altra stava servendo i clienti», spiega Luca. La cassa, peraltro, si trova proprio di fronte alle vetrine prese di mira. A nascondere i movimenti dei complici sarebbe stato l'uomo di grossa corporatura, che faceva da schermo con il proprio corpo.

Secondo il responsabile, mentre uno dei tre forzava la vetrina, un secondo controllava la situazione e il terzo fingeva di osservare gli oggetti esposti. Una disposizione che avrebbe permesso ai ladri di agire senza farsi notare dalle dipendenti.

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