Agenti, strade chiuse e più di mille delegati per una Lugano inedita

Il nostro Cantone si prepara ad accogliere l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa: oltre mille partecipanti e un imponente dispositivo di sicurezza. «L’OSCE non frenerà Lugano e lo spirito natalizio»
Il nostro Cantone si prepara ad accogliere l'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa: oltre mille partecipanti e un imponente dispositivo di sicurezza. «L’OSCE non frenerà Lugano e lo spirito natalizio»
LUGANO - Lugano si prepara a diventare il centro della diplomazia internazionale. Giovedì 3 e venerdì 4 dicembre la città ospiterà la Conferenza ministeriale dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), appuntamento che rappresenta il culmine dell'anno di presidenza svizzera dell'organizzazione. Sono attese delegazioni dei 57 Stati partecipanti e dei 12 Paesi partner per la cooperazione, per un totale di oltre mille persone tra ministri degli esteri, diplomatici e rappresentanti delle istituzioni e delle organizzazioni non governative.
I dettagli dell'evento sono stati presentati oggi, lunedì 2 novembre, durante una conferenza stampa a Bellinzona, alla presenza del consigliere federale e presidente in carica dell'OSCE Ignazio Cassis, del consigliere di Stato Norman Gobbi, del sindaco di Lugano Michele Foletti, del comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi e del capo del Comitato organizzativo Silvio Flückiger.
Un appuntamento diplomatico in un contesto internazionale difficile
La Conferenza ministeriale, organizzata sotto l'egida del Dipartimento federale degli affari esteri, rappresenta il momento politico più importante dell'anno per la presidenza dell'OSCE. Un appuntamento che, come sottolineato da Ignazio Cassis, si inserisce in una situazione geopolitica particolarmente complessa, che ha reso difficile il lavoro dell'organizzazione.
«È sempre più difficile entrare in dialogo con l'altro, anche se non siamo mai stati così connessi come oggi», ha osservato il consigliere federale, richiamando l'importanza del confronto tra Paesi anche in un periodo segnato da profonde tensioni internazionali.
Tra le sfide da affrontare figurano anche le minacce informatiche, che hanno colpito pesantemente la stessa Svizzera. Secondo Cassis, la gestione degli attacchi informatici rappresenta ormai una questione globale, soprattutto per le vulnerabilità che possono mettere a repentaglio i principi su cui si fondano le democrazie.
Il presidente dell'OSCE ha quindi voluto richiamare l'attenzione sulla dimensione umana della diplomazia: «Non dimenticate l'umano. Alla fine, al centro c'è sempre l'uomo».
Per Cassis, l'appuntamento assume un significato particolare anche per il luogo nel quale si inserisce: «Per me è un piacere poter invitare 57 Stati a Lugano, che è quasi la mia città natale ed è quella in cui sono cresciuto».
Gobbi: «Il Ticino è pronto a fare la sua parte»
Ospitare un evento di questa portata rappresenta per il Ticino un'importante occasione di visibilità internazionale, ma anche l'opportunità di confermare la propria capacità organizzativa. È quanto ha evidenziato il consigliere di Stato Norman Gobbi, direttore del Dipartimento delle istituzioni, sottolineando la volontà del Cantone di proporsi come territorio di dialogo e luogo capace di accogliere grandi appuntamenti diplomatici. Una piattaforma internazionale che, secondo Gobbi, permette anche di valorizzare un Ticino che figura tra le regioni più innovative della Confederazione.
Il Cantone può inoltre contare sull'esperienza maturata nel 2022, quando Lugano ospitò la Conferenza sull'Ucraina. «Quell'esperienza ci ha dato molti insegnamenti nella gestione della sicurezza e della mobilità durante questi eventi», ha ricordato Gobbi, facendo riferimento a procedure ormai collaudate e a contatti consolidati tra i diversi partner coinvolti.
Per garantire la sicurezza della Conferenza ministeriale è stato previsto un credito di 4,1 milioni di franchi, approvato da un'ampia maggioranza. L'80% dei costi sarà coperto dalla Confederazione.
Il dispositivo, sotto la responsabilità della Polizia cantonale, dovrà tenere conto sia del livello delle delegazioni attese sia dell'attuale situazione internazionale. La sfida sarà conciliare le esigenze di sicurezza con quelle della popolazione.
«Chi vive e lavora in Ticino si aspetta che la vita quotidiana e i servizi continuino regolarmente», ha sottolineato Gobbi. Allo stesso tempo, un evento di questa portata richiede infrastrutture e risorse particolari. «Il nostro compito è trovare il giusto equilibrio tra queste esigenze. Il Ticino è pronto a fare la sua parte».
Foletti: «Lugano resterà una città accessibile»
Per Lugano, essere stata scelta come sede della Conferenza ministeriale rappresenta un importante riconoscimento internazionale. «È un attestato di fiducia per la nostra città, ma anche una conferma della nostra credibilità a livello internazionale», ha dichiarato il sindaco Michele Foletti.
Una scelta che, secondo il sindaco, si inserisce nella strategia di sviluppo cittadina, che ha fatto dell'apertura internazionale uno dei propri pilastri. «In un tempo in cui il mondo sembra costruire nuovi muri, offrire un luogo nel quale continuare a parlarsi è un gesto concreto di responsabilità».
Accanto al valore diplomatico dell'appuntamento, l'attenzione dell'esecutivo cittadino è rivolta soprattutto alle conseguenze sulla vita quotidiana dei residenti, dei lavoratori e delle attività economiche. «La priorità è limitare i disagi alla popolazione», ha spiegato Foletti, evidenziando gli sforzi compiuti per conciliare le necessità di chi vive e frequenta Lugano con le misure di sicurezza imposte dalla conferenza.
Le principali perturbazioni alla mobilità sono previste dalle 20.30 di mercoledì 2 dicembre fino alle 20 di venerdì 4 dicembre e interesseranno alcune aree circoscritte della città.
Il sindaco ha comunque voluto rassicurare la popolazione: «Anche durante i giorni della conferenza Lugano rimarrà una città accogliente e accessibile». Negozi, bar, ristoranti, alberghi e uffici potranno continuare la propria attività e resteranno accessibili, nel rispetto delle disposizioni di sicurezza. Saranno inoltre mantenuti gli appuntamenti legati all'inizio del periodo natalizio, che contribuiranno a preservare l'atmosfera cittadina dei primi giorni di dicembre.
Fondamentale, ha ribadito Foletti, sarà la collaborazione tra Confederazione, Cantone e Città, chiamati a coordinare ogni aspetto dell'organizzazione.
Oltre mille partecipanti tra Palazzo dei Congressi e Parco Ciani
A illustrare gli aspetti organizzativi è stato Silvio Flückiger, capo del Comitato organizzativo del Consiglio dei ministri dell'OSCE 2026. I lavori si svolgeranno nell'arco di due giornate, il 3 e il 4 dicembre, mentre l'arrivo delle delegazioni è previsto già a partire da mercoledì 2 dicembre. Gli inviti sono stati rivolti ai 57 Stati partecipanti all'OSCE e ai 12 partner per la cooperazione. Complessivamente sono attese oltre mille persone. Le sedi principali della conferenza saranno il Palazzo dei Congressi e il Parco Ciani, che diventeranno il fulcro delle attività diplomatiche e del dispositivo organizzativo.
Sicurezza rafforzata, agenti da tutta la Svizzera
La gestione della sicurezza sarà uno degli aspetti più impegnativi dell'evento. A coordinare il dispositivo sarà la Polizia cantonale, affiancata da numerosi partner a livello federale, cantonale e comunale, oltre che dall'esercito.
«Il nostro compito è garantire la sicurezza dell'evento e soprattutto dei suoi partecipanti», ha spiegato il comandante della Polizia cantonale Matteo Cocchi. Per farlo sarà mobilitato un importante contingente di forze dell'ordine, con il coinvolgimento di agenti provenienti da tutta la Svizzera.
L'obiettivo, ha precisato Cocchi, non sarà soltanto proteggere le delegazioni internazionali, ma anche «garantire al massimo l'operatività della città e impedire problemi e disagi alla popolazione».
Particolare attenzione sarà riservata alle aree attorno alle sedi della conferenza. Nelle zone limitrofe a Parco Ciani e al Centro esposizioni saranno infatti introdotti controlli rafforzati. Il comandante ha tuttavia precisato che sarà garantito l'accesso agli esercizi commerciali, così come al Casinò di Lugano e al relativo parcheggio.
Mobilità e informazioni: due siti dedicati
Per permettere alla popolazione di organizzarsi in vista dell'appuntamento, Cantone e Città hanno attivato due pagine web dedicate alla Conferenza ministeriale.
Le informazioni sulle misure di sicurezza, sulle modifiche alla viabilità e sugli aspetti organizzativi saranno disponibili agli indirizzi www.ti.ch/osce e www.lugano.ch/osce.
Strade chiuse alla circolazione
• Viale Cattaneo: da Via Pioda a Viale Cassarate (stabili siti ai numeri civici 21/23/25/27 saranno accessibili).
• Corso Elvezia: dall’intersezione di Via Frasca a Viale Cattaneo.
• Viale Castagnola: da Viale dei Faggi a Viale Cattaneo direzione Lugano Centro.
• Via Campo Marzio: da Viale dei Faggi a Via Capelli (accessibile l’autorimessa dello stabile al no. civico 11).
• Via Pietro Capelli: da Viale Castagnola a Via del Tiglio.
• Riva G. Albertolli / Corso Elvezia 1° tratto: da Via M.L. Albrizzi a Viale Cattaneo.
Mercoledì 02.12.2026 dalle ore 19:00 alle ore 24:00 ca. sarà chiusa alla circolazione Riva Antonio Caccia, da Via G. Cattori a Via G. Mazzini.
Giovedì 03.12.2026 dalle ore 07:30 alle ore 10:30 i seguenti tratti saranno chiusi alla circolazione:
Riva Vincenzo Vela dalla rotonda LAC a Riva G. Albertolli; Via Pretorio e Via Magatti da Corso Pestalozzi; Via della Posta; Via Canova; Via C. Stauffacher.
Su queste vie sono da prevedere dei rallentamenti e delle brevi chiusure (5-10 min.) pure nella giornata di martedì 01.12.2026, dalle ore 13:30 alle ore 17:00.
Traffico pendolare e di transito
Le zone e i quartieri a Nord dell’asse cittadino (Corso Pestalozzi/Viale Cattaneo) e la zona Est (Cassarate/Castagnola) sono raggiungibili attraverso i seguenti assi stradali:
Autostrada A2 uscita Lugano Nord; Galleria Vedeggio-Cassarate; Massagno – Cornaredo – Pregassona.





