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Qui dove si sporge denuncia per tutto

Al Ministero pubblico ticinese si aprono incarti a non finire. E la situazione non migliora. Anzi. «Società sempre più intollerante», evidenzia l’ex procuratore Luca Maghetti.
Qui dove si sporge denuncia per tutto
Ti-Press (archivio)
Qui dove si sporge denuncia per tutto
Al Ministero pubblico ticinese si aprono incarti a non finire. E la situazione non migliora. Anzi. «Società sempre più intollerante», evidenzia l’ex procuratore Luca Maghetti.

LUGANO - Nel 2011 gli incarti aperti durante l'anno erano 10'887. Nel 2025 ben 15'019. Un dato che la dice lunga su come il Ministero pubblico ticinese sia sempre più sotto pressione. «Questo con soli 23 procuratori pubblici a disposizione», evidenzia l'avvocato Luca Maghetti che quella carica l'ha ricoperta a lungo.

Lo si leggeva già nel rendiconto di fine 2025. La giustizia ticinese si trova confrontata con un volume di nuovi procedimenti mai visto prima. Allo stesso tempo si basa su una struttura organizzativa che opera al limite delle proprie possibilità. 
«Proporzionalmente a Zurigo hanno il doppio di procuratori pubblici. È chiaro che così non si può reggere l'urto. Non mi aspetto che la situazione "conteggiata" a fine 2026 sia migliore, anzi». 

I decreti d'accusa nel 2025 sono stati in totale 7'097. Quelli d'abbandono o di non luogo a procedere ben 6'428. La gente denuncia per nulla?
«Ci sono situazioni che finiscono al Ministero pubblico per niente. È un dato di fatto. Pensate al passeggero che non paga ripetutamente il biglietto del bus. Alla fine viene denunciato e la denuncia la deve trattare il Ministero pubblico. La trovo una cosa fuori da ogni logica. Andrebbe trattata in altre sedi. Purtroppo si tratta di una legge federale».

Diverse denunce riguardano banali insulti. Ma è normale?
«È normale perché un cittadino onesto ha il diritto di non essere chiamato "scemo" o "cretino". Detto ciò, questo è anche sintomo di un Ticino sempre più intollerante e conflittuale».

Appunto. E non si può evitare che qualsiasi inezia finisca al Ministero pubblico?
«È auspicabile che ci siano maggiori filtri da parte delle autorità, ad esempio spingendo le parti in causa a scusarsi reciprocamente, idealmente prima di arrivare a una denuncia. Non è evidente però. Ci sono persone che non appena intravedono la possibilità di una denuncia penale, agiscono per fare male».

Da una parte 7'097 decreti di accusa, dall'altra "solo" 82 atti d'accusa per reati gravi con pene detentive previste superiori ai due anni.
«Vi dirò di più. In generale la stragrande maggioranza dei casi si chiude con una pena che non supera i sei mesi. Attenzione però a non fare passare tutto il settore penale "minore" come qualcosa che ha poco senso».

Parliamone.
«È necessario. Abbiamo liti inutili e pretestuose, questo è vero. Ma ci sono anche casi molto delicati. E il Ministero pubblico in queste circostanze gioca un ruolo importante nel ristabilire un minimo di coesione sociale, con condanne, anche lievi, ma comunque significative, e anche con l’importante istituto della conciliazione che dà buoni frutti e andrebbe potenziato».

Un tema attuale è quello delle registrazioni audio...
«Oggi la gente registra tutto senza chiedere il permesso alle altre persone. È un reato passibile di querela ed è punibile con una pena pecuniaria. Solo se effettuo una registrazione che documenta un fatto grave, posso registrare. Altrimenti no. Ci sono persone che, magari in causa per un divorzio, arrivano nel mio studio con l'audio di una banale litigata col partner. Io sono chiaro. E dico loro di eliminarlo. Perché in una causa questa registrazione si potrebbe trasformare in un boomerang».  

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