«Un escrem... incazz...». Il post del consigliere comunale suscita sdegno

Le esternazioni di Simone Merlini scatenano un acceso dibattito politico a Locarno.
Le esternazioni di Simone Merlini scatenano un acceso dibattito politico a Locarno.
LOCARNO - Dallo sfogo sui social alla presa di distanza politica il passo è stato brevissimo. Protagonista il consigliere comunale ed ex municipale PLR Simone Merlini, che nelle scorse ore ha scelto Facebook per raccontare, con un linguaggio colorito, quanto gli è accaduto a Locarno. Parole che non sono piaciute alla Sinistra Unita di Locarno, tanto da spingere l'alleanza politica a prendere pubblicamente le distanze.
Lo scritto di Merlini, recita la presa di posizione, «lascia esterrefatti e sconvolti, non solo per l’uso improprio della lingua italiana, ma soprattutto per le idee a sfondo xenofobo che non lasciano spazio all’immaginazione». Per la Sinistra Unita di Locarno, «l’utilizzo di certi aggettivi che incitano all’odio e alimentano le discriminazioni forse, come spesso accade nella nostra società, provocherà riscontri non unanimi: qualcuno sceglierà di appoggiare un simile modo di fare e di scrivere, qualcuno sorriderà perché incredulo di fronte ai termini usati per descrivere l’accaduto. Ma una volta di più, la maggioranza dei cittadini e la Sinistra Unita di Locarno non potranno tacere di fronte ad un simile atteggiamento discriminatorio, volgare e razzista».
L'alleanza politica richiama quindi al «dovere civico, umano, sociale» invitando a «riflettere e fermarsi per qualche minuto e ragionare per poi condannare fermamente, e a gran voce, un modo di pensare che, se già pericoloso e riprovevole per un privato cittadino, lo è ancora di più per un rappresentante del Legislativo, ex capo dicastero sicurezza e che - quando per un certo periodo ha ricoperto il ruolo di membro della Commissione della legislazione - partecipava alle audizioni dei naturalizzandi». «Stiamo parlando - si legge ancora - di un rappresentante del partito che annovera il concetto di liberalismo tra i propri ideali, partito i cui vertici dovrebbero trarre delle conclusioni. Siamo certi che certe idee, certi concetti e certi modi di esprimersi beceri e populisti non siano compatibili non solo con i valori della Sinistra Unita, ma nemmeno con quelli delle altre forze politiche».
L'alleanza tiene a precisare un punto: «Condannare gli atti vandalici e pretendere che i responsabili rispondano delle proprie azioni è un principio imprescindibile». Quindi conclude: «Tuttavia, la legittima indignazione non può diventare il pretesto per generalizzare, colpire intere categorie sociali, alimentare pregiudizi o invocare misure sproporzionate come la revoca della cittadinanza e l’espulsione indiscriminata. In uno stato di diritto le responsabilità sono individuali e le sanzioni devono fondarsi sui fatti, nel rispetto della legge e delle garanzie previste. La condizione economica e la provenienza di una persona non possono trasformarsi in elementi di sospetto o discriminazione. La collettività ha diritto al rispetto, alla sicurezza e al risarcimento dei danni, ma ha anche il dovere di difendere i principi di proporzionalità, uguaglianza e giustizia. La vera distinzione è tra la volontà di fare giustizia e quella di trovare un capro espiatorio. Il vandalismo va condannato e punito, senza che la rabbia diventi una sentenza, la condizione sociale una colpa o la provenienza un pregiudizio».
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