Tassa sulla salute e ristorni, presto un tavolo di lavoro

La conferma durante l'incontro tra il Consiglio di Stato e il presidente della Confederazione Guy Parmelin. Al tavolo saranno presenti Berna, Roma, il Ticino e la Lombardia
BERNA / BELLINZONA - Un tavolo di lavoro (che sarà convocato a breve) con i rappresentanti dei governi nazionali, del Ticino e della Lombardia per affrontare la questione della tassa sulla salute e della sospensione cautelativa dei ristorni delle imposte dei frontalieri. È uno dei principali risultati dell'incontro avvenuto oggi a Berna tra una delegazione del Consiglio di Stato ticinese e il presidente della Confederazione Guy Parmelin.
La delegazione cantonale, composta dalla presidente Marina Carobbio Guscetti e dai consiglieri di Stato Christian Vitta e Piero Marchesi, ha incontrato Parmelin su richiesta dello stesso Governo ticinese. L'obiettivo era illustrare le particolarità del Cantone e le sfide che deve affrontare, spiegando le ragioni delle recenti prese di posizione dell'Esecutivo su alcuni dossier particolarmente delicati.
Uno dei temi centrali del colloquio, come detto, ha riguardato i rapporti con l'Italia, in particolare la cosiddetta tassa sulla salute e il versamento dei ristorni delle imposte alla fonte dei lavoratori frontalieri. Il Consiglio di Stato ha voluto contestualizzare le proprie rivendicazioni sulla corretta applicazione del nuovo Accordo relativo all'imposizione dei frontalieri, sottolineando le importanti ripercussioni finanziarie che queste questioni comportano per il Cantone.
Perequazione finanziaria, il Ticino ribadisce le proprie richieste
L'altro grande dossier affrontato a Berna è quello della perequazione finanziaria. Il Governo ticinese ha ribadito le proprie aspettative in vista dell'entrata in vigore della modifica dell'ordinanza relativa alla ponderazione dei redditi dei frontalieri nel calcolo del potenziale delle risorse. Si tratta di un aspetto particolarmente importante per il Ticino, che chiede di tenere maggiormente conto delle proprie specificità nel sistema di ripartizione delle risorse finanziarie tra Confederazione e Cantoni.
L'Esecutivo cantonale ha inoltre sottolineato la necessità di proseguire le discussioni approfondite negli appositi gruppi di lavoro tecnici, affinché le peculiarità del Ticino possano essere considerate in maniera più adeguata.



