Meno fondi, più sfide: la strategia della Pro Grigioni Italiano per farsi notare

Elena Bertossa stila un bilancio «decisamente positivo» dei suoi primi sei mesi da segretaria generale
COIRA - Ampliare il pubblico e rendere più visibile l'attività politica, con risorse ritenute insufficienti. Sono le sfide indicate a Keystone-ATS da Elena Bertossa, segretaria generale della Pro Grigioni Italiano (Pgi), a poco più di sei mesi dall'entrata in carica.
Il bilancio di questi primi mesi è «decisamente positivo», afferma Bertossa, che ha assunto la guida del sodalizio lo scorso aprile, dopo aver lavorato come operatrice culturale nel Moesano. Un incarico che definisce variegato e complesso, perché richiede di occuparsi contemporaneamente di diversi ambiti d'intervento, mantenendo una visione d'insieme. La sfida, spiega, consiste ora nel «tradurre queste osservazioni in azioni concrete, valorizzando al meglio le competenze e le risorse a nostra disposizione».
A fornire indicazioni sulle sfide che attendono l'associazione è anche una recente valutazione commissionata dall'Ufficio federale della cultura alla Scuola universitaria professionale dei Grigioni. Lo studio, che ha esaminato l'attività della Pgi e dell’organizzazione Lia Rumantscha, restituisce un quadro complessivamente positivo, soprattutto per quanto riguarda l'offerta culturale e il radicamento sul territorio. Evidenzia tuttavia anche diversi margini di miglioramento, tra cui la necessità di ampliare il pubblico di riferimento e rendere maggiormente visibile l'attività politica e sociale dell'associazione.
Secondo Bertossa, i risultati sono stati accolti con interesse all'interno della Pgi. Un'anteprima era già stata presentata e discussa con i presidenti delle sezioni e le operatrici culturali durante la Giornata delle Sezioni della scorsa primavera.
Nuovi pubblici, risorse limitate
Fra le indicazioni emerse dalla valutazione, Bertossa considera particolarmente importante la possibilità di raggiungere nuovi gruppi d'interesse. «Vorremmo coinvolgere non soltanto chi ha un legame diretto con il Grigionitaliano, ma anche tutte quelle persone che hanno interesse per la lingua e la cultura grigionitaliana».
A frenare queste prospettive è però la questione finanziaria. «L’attuazione di queste proposte dipende in ultima analisi dai fondi messi a disposizione della Pgi», osserva la segretaria generale, sottolineando che si tratta di risorse «rimaste pressoché immutate da molti anni e ormai insufficienti», a fronte del continuo ampliamento dei compiti previsti dagli accordi di prestazione.
La questione figura anche tra le conclusioni della valutazione federale, che suggerisce, tra le altre cose, di definire mandati più circoscritti e di rafforzare le risorse umane dell'associazione.
La visibilità dell'attività politica
Un altro punto sollevato dallo studio riguarda la minore visibilità dei risultati dell'azione politica della Pgi rispetto alle sue attività culturali. Bertossa ritiene che questa differenza sia legata anche alla natura del lavoro svolto dall'associazione.
«Si tratta di un lavoro che spesso avviene lontano dai riflettori, ma ciò non significa che sia meno presente o meno importante», afferma. A suo avviso è comprensibile che la popolazione percepisca maggiormente le iniziative culturali organizzate quotidianamente dalle sezioni nelle valli rispetto agli interventi di politica linguistica.
Alla domanda sulla necessità di rafforzare anche la rappresentanza degli interessi linguistici, Bertossa insiste soprattutto sull'importanza della comunicazione. L'obiettivo è rendere più visibile il lavoro politico attraverso una presenza più mirata, sia negli incontri diretti sia sui canali digitali.
Guardando ai prossimi anni, la segretaria generale richiama infine gli obiettivi dell'attuale accordo di prestazioni, valido fino al 2028. Tra i progetti principali figura una ricerca sulla situazione della lingua italiana nei Grigioni, commissionata dalla Pgi all'Osservatorio linguistico della Svizzera italiana e all'Alta scuola pedagogica dei Grigioni.
Lo studio, i cui risultati sono attesi verso la fine del 2028, permetterà di approfondire la distribuzione e l'uso dell'italiano nel Cantone, oltre alla percezione della politica linguistica da parte della popolazione. Risultati che, secondo Bertossa, contribuiranno a orientare le future attività dell'associazione e a rafforzarne il ruolo.



