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Frontalieri, cambia la tassa sulla salute: quota fissa tra 30 e 150 euro

La modifica compare nella legge di bilancio varata dal governo Meloni
Frontalieri, cambia la tassa sulla salute: quota fissa tra 30 e 150 euro
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Fonte Media italiani
Frontalieri, cambia la tassa sulla salute: quota fissa tra 30 e 150 euro
La modifica compare nella legge di bilancio varata dal governo Meloni

COMO - Cambia la compartecipazione al Servizio sanitario nazionale a carico dei lavoratori frontalieri. Nella legge di bilancio varata dal Governo italiano e avviata all'iter parlamentare compare una modifica destinata a interessare migliaia di persone: il contributo non sarà più calcolato in percentuale sullo stipendio, ma diventerà una somma fissa stabilita ogni anno dalle singole amministrazioni regionali.

Finora il prelievo seguiva un criterio proporzionale, con una quota compresa tra il 3% e il 6% del salario mensile, una soglia minima di 30 euro e un tetto massimo di 200 euro al mese. Con l'articolo 70 della nuova manovra il sistema cambia volto: per i cosiddetti "vecchi frontalieri", ossia chi ha iniziato a lavorare oltreconfine prima del 17 luglio 2023, dal 2027 la quota sarà definita in misura fissa dalla regione di residenza, tra un minimo di 30 e un massimo di 150 euro mensili. A questa cifra potrà sommarsi un importo massimo di 50 euro per i familiari a carico.

La bozza governativa introduce però anche un profilo di rigore sugli inadempimenti: in caso di mancato pagamento del contributo sanitario è prevista una sanzione amministrativa pari al 100% della quota non versata.

Con il passaggio della manovra in Parlamento si apre ora la fase del dibattito, nella quale le Regioni di confine interessate si preparano a definire i dettagli operativi e le cifre effettive che i lavoratori saranno chiamati a versare. Finora l'unica Regione che si è sempre detta pronta a varare la tassa sulla salute è stata la Lombardia, mentre le altre, a partire dal Piemonte, hanno manifestato una netta contrarietà. Anche la Confederazione elvetica, lo ricordiamo, non riconosce la tassa e si dice pronta a rivedere l'accordo con l'Italia.

A partire dal 1° gennaio, inoltre, entrerà pienamente in vigore lo scambio automatico dei dati salariali tra Svizzera e Italia, tra l'Amministrazione federale delle contribuzioni e l'Agenzia delle Entrate.

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