Solo tre bambini in prima elementare, Campione cerca alunni oltreconfine

Lanciata una campagna per attrarre studenti stranieri e garantire il futuro della scuola primaria.
Lanciata una campagna per attrarre studenti stranieri e garantire il futuro della scuola primaria.
CAMPIONE D'ITALIA - A Campione d'Italia si cercano nuovi alunni, anche oltreconfine. La scuola primaria dell'enclave italiana punta ad attirare famiglie svizzere e lavoratori frontalieri per far fronte al calo delle iscrizioni. Una necessità dettata dai numeri: in prima elementare quest'anno sono rimasti soltanto tre bambini.
Complessivamente, la scuola conta una quarantina di allievi. La prima classe dell'anno scolastico 2024/2025 era composta da una quindicina di bambini, scesi a dieci l'anno successivo, fino ad arrivare ai tre attuali.
Una situazione che preoccupa, ma che il Comune esclude possa mettere a rischio il futuro dell'istituto. «La scuola di Campione d'Italia è e rimarrà un presidio educativo e sociale fondamentale per la nostra comunità», assicura la vicesindaca Gaetana Padula al quotidiano La Provincia di Como. «La situazione è sotto controllo e non c'è alcun rischio di smantellamento».
Per garantire la continuità didattica si valutano anche soluzioni come le pluriclassi, con bambini di età diverse che seguono le lezioni insieme. «È uno strumento didattico previsto dalla normativa per garantire il diritto allo studio», spiega Padula, precisando che viene preso in considerazione solo se funzionale e necessario.
La strategia per il futuro passa però anche dalla Svizzera. Il prossimo 14 novembre, in occasione della giornata di presentazione della scuola, il Comune cercherà di coinvolgere anche le famiglie dei Comuni limitrofi e i lavoratori frontalieri.
«Attrarre alunni svizzeri all'open day è uno dei nostri obiettivi strategici», afferma la vicesindaca. «La scuola di Campione non è solo un servizio per i residenti, ma una risorsa d'eccellenza per l'intero territorio circostante».
L'obiettivo è valorizzare un'offerta scolastica statale italiana in una posizione particolare, a pochi passi dalla Svizzera. «È un valore aggiunto notevole sia per le famiglie svizzere dei Comuni limitrofi, sia per i lavoratori frontalieri», conclude Padula.




