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LOCARNO

«Sì, ho scritto un post di getto. Ero arrabbiato e ho usato parole volgari»

Dopo le polemiche seguite al suo post su Facebook, Merlini fa il punto della sua situazione ribadendo la necessità di distinguere tra chi si comporta correttamente e chi invece abusa delle regole. Indipendentemente dalla sua provenienza.
«Sì, ho scritto un post di getto. Ero arrabbiato e ho usato parole volgari»
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«Sì, ho scritto un post di getto. Ero arrabbiato e ho usato parole volgari»
Dopo le polemiche seguite al suo post su Facebook, Merlini fa il punto della sua situazione ribadendo la necessità di distinguere tra chi si comporta correttamente e chi invece abusa delle regole. Indipendentemente dalla sua provenienza.

LOCARNO - «Sì, ho scritto un post di getto. Ero arrabbiato e ho usato parole volgari... Da qui a dipingermi come un razzista, però, ne passa». Non si pente, ma ci tiene a spiegare le proprie ragioni Simone Merlini, l'ex municipale e oggi consigliere comunale che, con un colorito post su Facebook, ha sfogato la rabbia per un torto subito. Parole che gli sono valse una dura critica da parte della Sinistra Unita di Locarno, che lo ha accusato di xenofobia.

«Chi mi conosce - replica oggi Merlini, ancora una volta su Facebook - sa che frequento persone di ogni origine e di ogni ambiente. Prima, seconda o terza generazione, non chiedo l’albero genealogico prima di bere un caffè con qualcuno». E aggiunge: «Chi mi conosce - aggiunge ancora - sa anche che con chi molesta, danneggia e approfitta del sistema ho poca pazienza. Svizzero o straniero che sia. Il passaporto rossocrociato non dà il diritto di comportarsi da maleducati e non averlo non è nemmeno un motivo di tolleranza».

Merlini approfondisce poi la sua posizione sul tema dell'accoglienza: «Ho parlato di seconda generazione perché penso che il rispetto e la riconoscenza verso il posto che ha accolto la propria famiglia siano importanti. Non volevo mettere tutti nello stesso calderone. Chi è nato e cresciuto qui non deve sentirsi ospite a vita. E il rispetto lo devono tutti, anche quelli con il bisnonno nato in Piazza Grande. Ci sono tantissime persone di origine straniera che lavorano, rispettano le regole e contribuiscono al nostro Paese. Proprio per questo bisogna distinguere chi si comporta bene da chi si comporta male. Ognuno risponde delle proprie azioni, secondo la legge».

Arriva quindi al cuore della questione: «Non incito al razzismo. Chiedo rispetto. Mi sembra una richiesta abbastanza normale, senza bisogno di scriverci una tesi. Sono stato municipale e responsabile della polizia. Certe situazioni le ho viste da vicino, non dal divano. Di abusi e comportamenti intollerabili ce ne sono già troppi. Non voglio che Locarno si abitui al degrado e ai problemi di certe periferie di Milano».

Non manca una stoccata a chi lo ha criticato: «La sinistra dice che condanna anche lei il vandalismo. Bene, siamo già in due. Ora mi piacerebbe vedere la stessa energia anche su quello. Perché quando c’è da essere "sconvolti", a sinistra trovano subito l’unione. Su tutto il resto discutono, sull’indignazione vanno d’accordissimo. Ho poi l’impressione che qualcuno sia un po’ nervosetto da quando ho sollevato il tema degli interessi immobiliari in campo socialista. Magari è solo una coincidenza».

In conclusione un ringraziamento a coloro (tanti evidentemente) che quel post invece lo hanno apprezzato, condividendone i contenuti: «Ringrazio le tantissime persone che mi stanno scrivendo per sostenermi. E non sono solo di destra, anzi. Ma forse quei messaggi dicono anche un’altra cosa. Per tante persone, quello che devono sopportare ogni giorno è parecchio peggio di quello che ho scritto su Facebook».

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