Le prigioni dei ragazzi in Ticino

Sandro Fora, Il Noce
Chi vi scrive è una persona che ha lavorato vent'anni con i minorenni in carcere, e quindi so di cosa parlo.
In Svizzera non esiste un carcere nazionale per minorenni, la gestione è cantonale. In Ticino i ragazzi finiscono alla Farera, a Lugano, una struttura per detenzione preventiva, con solo 5 posti dedicati a loro. Dietro ogni ingresso c'è quasi sempre una storia di disagio familiare, scolastico o sociale. Non per giustificare, ma per capire e prevenire.Il problema è che La Farera è un carcere per adulti, non un istituto educativo.
Sovraffollamento, poche ore fuori cella, poche attività. Per pene lunghe i ragazzi vengono spesso trasferiti fuori cantone, lontano dalla famiglia. Ma quali soluzioni si possono creare per questi ragazzi? La prima soluzione non è dentro il carcere, è prima del carcere.
In Ticino servirebbe una struttura dedicata ai minorenni, piccola, educativa, e non una sezione della Farera pensata per gli adulti. Poi serve una cosa concreta: scuola e lavoro veri. Un mestiere che possa spendere fuori, un attestato riconosciuto, una formazione professionale.
Un ragazzo non ha bisogno solo di una cella più bella. Ha bisogno di qualcuno che gli dia un motivo per non tornarci. Non possiamo sempre dare la colpa alla società, non possiamo dare la colpa alla famiglia e ai genitori, perché purtroppo alcuni non hanno né questo né quello.
Quindi bisogna essere tutti consapevoli dell'importanza di proteggere questi giovani ragazzi, per farli crescere bene e sicuri della loro importanza.“Quando sai cosa hai passato, non devi dare spiegazioni a nessuno.”
I nostri ragazzi sono il futuro, sono preziosi e vanno protetti.



