Cerca e trova immobili
PAOLO BALZARI

Serve un Municipio che ascolti e risolva i problemi della gente

Paolo Balzari, Vicepresidente Il Noce.
Serve un Municipio che ascolti e risolva i problemi della gente
Paolo Balzari
Serve un Municipio che ascolti e risolva i problemi della gente
Paolo Balzari, Vicepresidente Il Noce.

Prima “Fortezza”, ora “Millemonti”. A Bellinzona sembra ormai esserci una vera e propria ossessione per i nomi. Si rinominano luoghi, si costruiscono marchi, si inventano etichette, si commissionano studi e si producono nuove narrazioni. Tutto questo mentre i problemi concreti della città restano lì, ad aspettare soluzioni.

Il 27 settembre i cittadini di Bellinzona hanno mandato un messaggio chiaro. Quel progetto non lo hanno voluto. Ci si sarebbe quindi aspettati che il Municipio si fermasse, riflettesse e cercasse almeno di capire cosa non avesse funzionato. Invece si continua a utilizzare la denominazione “Fortezza”, come se il voto, il dibattito e il malcontento espresso da moltissime persone fossero dettagli trascurabili.

E nel frattempo ecco arrivare “Millemonti Bellinzona”. Un altro nome, un altro marchio, un’altra operazione di comunicazione. A questo punto la domanda diventa inevitabile: ma questo Municipio è capace solo di cambiare i nomi alle cose?

Perché amministrare una città dovrebbe significare soprattutto trovare soluzioni. Significa affrontare i problemi, stabilire priorità, assumersi responsabilità, migliorare i servizi, ascoltare i quartieri, occuparsi di mobilità, sicurezza, manutenzione, attività economiche, spazi pubblici e finanze. Non dovrebbe significare passare da un’operazione di branding all’altra mentre una parte crescente della popolazione si chiede quale sia il beneficio concreto di tutto questo e fa sempre più fatica.

Il problema, ormai, non è più solo “Fortezza” o “Millemonti”. Il problema è il metodo. Basterebbe leggere i commenti, parlare con la gente, ascoltare ciò che si dice nei quartieri per accorgersi che il fastidio è reale e che la pazienza non è infinita. Invece si procede a testa bassa, si tira dritto e si continua a difendere scelte

che hanno già creato divisioni, per poi presentarne subito altre che aprono nuove polemiche.

Questo non è decisionismo. È incapacità di ascolto.

Il compito di un Municipio non è difendere a oltranza le proprie scelte. È governare bene, ascoltare e correggere la rotta quando serve. Chi amministra una città deve avere anche l’umiltà politica di riconoscere quando una decisione non viene capita, non viene condivisa o semplicemente non funziona.

Sul caso “Millemonti” si aggiungono poi altre domande. Qual è la visione complessiva? Perché una parte del territorio si sente dimenticata? Quanto è costata l’operazione? Quanto si spenderà ancora in consulenze, comunicazione, sito, segnaletica e promozione? E soprattutto: quali risultati concreti produrrà?

Sono domande semplici, ma fondamentali. Perché i soldi pubblici non sono soldi da spendere per tentativi, mode o operazioni di immagine. Sono soldi dei cittadini. E quando le risorse sono limitate, la prima responsabilità di chi amministra è scegliere bene dove metterle.

Nella gestione privata, se i soldi non ci sono, non si spendono. Se servono nuove entrate, si cercano. Se una spesa non è necessaria, si rinvia. E se una strategia non funziona, si cambia. Nel pubblico le regole sono diverse, ma il principio della responsabilità non dovrebbe esserlo. Anzi, proprio perché si amministrano soldi della collettività, il livello di attenzione dovrebbe essere ancora più alto.

A Bellinzona, invece, cresce la sensazione che si sia molto bravi a trovare nuovi nomi e molto meno bravi a trovare soluzioni.

Ed è qui che la domanda diventa scomoda, ma legittima. Se chi amministra continua a preoccuparsi delle etichette più che dei problemi, se non ascolta, se non corregge la rotta e se non riesce a trasformare le risorse pubbliche in risposte concrete, allora forse il problema non sono più i nomi. Forse il problema è chi li sceglie.

Governare una città non significa cambiare i nomi alle cose. Significa risolvere problemi. E se i problemi restano mentre cambiano continuamente le etichette, allora è legittimo chiedersi se chi amministra Bellinzona sia davvero concentrato sulle priorità giuste.

E, a un certo punto, anche se sia davvero al posto giusto.


Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.
COMMENTI
NOTIZIE PIÙ LETTE