Valorizzazione della Fortezza: il rischio più grande è non fare nulla

Lega dei Ticinesi, Bellinzona.
BELLINZONA - A Bellinzona siamo molto bravi a riconoscere il valore dei nostri castelli. Un po’ meno a decidere cosa farne davvero.
Da ventisei anni l’insieme di fortificazioni composto da Castel Grande, dai Castelli di Montebello e Sasso Corbaro, dalla Murata e dalla Cinta muraria è Patrimonio mondiale dell’Unesco.
Un riconoscimento prestigioso che ci distingue, ma che non abbiamo ancora trasformato fino in fondo in un motore culturale, turistico ed economico.
Il progetto Fortezza nasce per cambiare passo. Non è un’improvvisazione né il capriccio di qualcuno: è il risultato di una decina di anni di lavoro e coinvolge politica, turismo, sviluppo regionale, commercianti, ristoratori e operatori del territorio. Ridurlo agli interessi di pochi significa ignorare questa realtà.
Spesso torniamo dalle vacanze raccontando cosa funziona altrove: città vive, musei attrattivi, piazze frequentate, proposte culturali e molto altro. Poi ci chiediamo perché qui sia così difficile creare lo stesso dinamismo, naturalmente con le dovute proporzioni.
Quando un progetto concreto arriva finalmente al momento della decisione, iniziano puntualmente i dubbi: costa troppo, le previsioni non sono certe, i numeri potrebbero cambiare, forse si potrebbe fare diversamente. Sono argomenti legittimi, certamente. Ma se ogni progetto deve offrire la garanzia del successo prima ancora di essere realizzato, allora non faremo mai nulla. Oltre al rischio di investire, dovremmo anche chiederci quale sia il rischio di non fare nulla.
Gli investimenti pubblici seri si basano su studi, stime e valutazioni professionali. Non su certezze assolute, perché queste non esistono. I comportamenti turistici cambiano, l’economia evolve e, oltre alle crisi attuali, potranno aggiungersi altre tensioni internazionali.
Per attirare investimenti non bastano dichiarazioni d’intenti. Occorre dimostrare con i fatti che una città ha una visione, investe nei propri punti di forza e sa portare a termine i progetti.
Ci lamentiamo dei negozi che chiudono, delle vie vuote, degli eventi che se ne vanno e della scarsità di investimenti privati. Ma perché un privato dovrebbe credere in un territorio che per primo non investe nei propri punti di forza?
La Fortezza si inserisce esattamente in questa prospettiva.
Bellinzona 2030 parla di una città dinamica, accogliente, nella quale sia bello vivere e lavorare.
Il turismo è uno degli assi dello sviluppo economico e il patrimonio culturale è il nostro principale elemento distintivo. Bellinzona non ha il lago di Lugano o Locarno. Ha i castelli. È da ciò che ci rende unici che dobbiamo partire.
Questo progetto non risolverà tutto, ma può essere un tassello importante per una città più viva, attrattiva e fiduciosa.
La vera scelta è semplice: continuare a parlare delle nostre potenzialità oppure trasformarle finalmente in opportunità. Noi scegliamo decisamente la seconda strada. Per questo, dopo aver sostenuto il Messaggio municipale in Consiglio comunale, come Sezione invitiamo a votare sì il prossimo 27 settembre.



