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Valentina Mühlemann

Fortezza da 19 milioni, quartieri dimenticati

Valentina Mühlemann, responsabile bellinzonese Avanti con Ticino&Lavoro
Fortezza da 19 milioni, quartieri dimenticati
RED
Fonte red
Fortezza da 19 milioni, quartieri dimenticati
Valentina Mühlemann, responsabile bellinzonese Avanti con Ticino&Lavoro

Bellinzona, lo sappiamo, non naviga nell’oro. Abbiamo il moltiplicatore comunale più alto del Ticino e dobbiamo scegliere con attenzione le nostre priorità. Prima di impegnare risorse importanti nel progetto “Fortezza”, sarebbe necessario chiedersi se non vi siano urgenze maggiori, soprattutto sul fronte sociale.

Si continua a risparmiare su scuole, anziani e fasce più fragili della popolazione con il rischio concreto di peggiorare una situazione già difficile, tanto nel centro quanto nei quartieri.

C’è però un altro aspetto che merita attenzione. Per finanziare la cosiddetta “Fortezza” (ma per me restano i Castelli di Bellinzona!), il Municipio prevede di utilizzare 3,5 milioni provenienti dagli aiuti cantonali per la grande Bellinzona aggregata. Si tratta di un pacchetto straordinario di 20 milioni, destinato a investimenti per lo sviluppo culturale e sociale della città.

Già nel 2015, prima dell’aggregazione, i Castelli figuravano tra i progetti strategici della nuova Bellinzona, certo. Non sarebbe quindi corretto sostenere che quei 3,5 milioni siano stati sottratti, a posteriori, ad altri progetti.

Il problema è un altro: come sono stati distribuiti quei 20 milioni sul territorio della nuova città?

Dal preventivo 2026 emerge una concentrazione significativa degli investimenti nella città. I fondi sono stati destinati, tra l’altro, a IRB, Via Vela, Officine di Arbedo-Castione, Infoshop, progettazione e realizzazione della Fortezza e di Montebello, Piazza Indipendenza e Stand di tiro del Monte Ceneri. Per la valorizzazione della sponda destra e la rinaturazione del comparto Saleggi risultano invece coinvolti almeno i quartieri di Giubiasco e Monte Carasso.

Se ci concentriamo soltanto sulla “Fortezza”, i numeri sono eloquenti. Solo per la progettazione e realizzazione dell’Infoshop di Piazza Collegiata, ci vorranno complessivamente circa 4,446 milioni di franchi: oltre il 22 per cento dei 20 milioni stanziati dal Cantone per accompagnare l’aggregazione.

Per altre opere importanti, come ad esempio la nuova caserma dei pompieri, non è invece previsto un finanziamento attraverso questo fondo e si prospetta addirittura una decentralizzazione.

Naturalmente questo non significa che un investimento realizzato nel centro serva soltanto a chi vive nel centro. IRB, Officine, Castelli o Piazza Indipendenza hanno una funzione che va ben oltre il singolo quartiere e possono produrre benefici per tutta la città e per la regione.

Ma i numeri raccontano comunque una scelta precisa nell’utilizzo di una risorsa nata con l’aggregazione. Ed è comprensibile che chi vive a Claro, Camorino, Giubiasco, Sementina, Gudo, Monte Carasso, Pianezzo, Sant’Antonio, Moleno, Preonzo, Gnosca o Gorduno si chieda quale parte di quella spinta straordinaria sia arrivata, in modo visibile e riconoscibile, anche vicino a casa propria.

Nel 2015 l’aggregazione veniva presentata ai cittadini come una scelta di "prossimità". Il documento consegnato agli elettori spiegava chiaramente cosa si intendesse: distribuire sul territorio risorse e servizi e decentralizzare le attività.

Questo non significava, semplicisticamente, dividere i 20 milioni in tredici parti uguali. Ma esprimeva una visione della nuova Bellinzona: una città unita, nella quale anche i quartieri avrebbero dovuto riconoscersi e percepire concretamente i benefici dell’aggregazione.

Oggi 3,5 milioni di quella risorsa straordinaria sono destinati alla Fortezza, ai quali si aggiungono 465’750 franchi per la progettazione. Quasi 4 milioni su 20. E questi non sono soldi gratis. Ogni franco impiegato per un progetto è un franco che non potrà essere utilizzato altrove.

Per questo il voto del 27 settembre riguarda anche una questione di priorità. Non voteremo soltanto su come valorizzare i Castelli. Voteremo anche su dove una città nata dall’unione di tredici Comuni decide di investire una parte importante delle risorse ricevute proprio grazie a quell’unione.

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