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TIZIANO GALEAZZI

Vogliamo i nostri figli e nipoti sul fronte Orientale?

Tiziano Galeazzi, deputato UDC in Gran Consiglio
Vogliamo i nostri figli e nipoti sul fronte Orientale?
Ti-Press
Fonte TIZIANO GALEAZZI
Vogliamo i nostri figli e nipoti sul fronte Orientale?
Tiziano Galeazzi, deputato UDC in Gran Consiglio

Si, Ho scelto un titolo forte, ma non sembra essere cosi irrealistico visto il periodo cupo in cui viviamo e gli ultimi eventi in Europa.

La situazione geopolitica sul nostro Continente si sta deteriorando e ogni giorno rischiamo sempre più d’arrivare alle mani o meglio alle armi, tra la NATO e la Russia.

In queste settimane la Germania ha alzato il livello di “scontro politico” verso la Russia, rea, secondo Berlino di aver innescato una guerra ibrida ad alta intensità. il Cancelliere tedesco abilmente svincola dai problemi interni tedeschi, alzando la voce contro la Russia. Non spetta a me giudicare la politica interna altrui, perchè di problemi in Ticino ne abbiamo già troppi, ma se questi livelli di scontro internazionali si deteriorano e coinvolgono il Continente, allora sì, perché nel bel mezzo ci siamo noi, La Svizzera e quindi è e sarà un nostro problema!

Oltre alla Germania anche i Paesi baltici, la Francia, l’Italia e l’Inghilterra non mostrano per nulla di voler disinnescare la situazione. L’intenzione tanto proclamata di “descalation”, (riduzione graduale della tensione) come si usa dire nella retorica, nelle Cancellerie europee, all’ONU e nella NATO è inesistente, abbandonata.

Meglio tener alta la tensione e giustificare ai propri contribuenti i miliardi da investire per gli armamenti.

Perché quanto scritto sopra va in relazione con la prossima votazione del 27 settembre sull’Iniziativa della Neutralità elvetica? Per un chiaro e semplice motivo.

La logica dei contrari a questa Iniziativa popolare non ha solo lo scopo di lasciar spazio di manovra al Governo federale di decidere come interpretare la nostra neutralità, (in modo flessibile e variabile) a dipendenza delle convenienze e dalle richieste estere, ma ha anche lo scopo di non estromettere il nostro paese a una futura adesione alla NATO.

Sembra assurdo, ma se la nostra Neutralità rimanesse “variabile” come vorrebbero a Berna, il prossimo passo sarebbe la NATO. La scusa plausibile per loro? Semplice, la NATO stessa ci difenderà e praticamente oggi ci circonda a livello geografico, quindi perché non aderirvi? Dopo tutto anche i sistemi d’arma sono compatibili.

Oltre alla politica ci si mettono anche alti funzionari “bernesi”, dislocati qua e là nei Dipartimenti “chiave”, con una mentalità “atlantista”, cioè a favore di un’adesione al Trattato Atlantico. A comprova basti leggere la stampa confederata e intravvedere cosi la linea di Berna nel prossimo futuro. Ultimo esempio, l’uscita pubblica del Capo del nostro Esercito, la scorsa settimana, ed è tutto dire: - La Svizzera è un obiettivo per Mosca – Certo, lo potrebbe essere, visto il comportamento sciagurato della Svizzera negli ultimi quattro anni. Al posto di restare neutrale, come dovrebbe, si è accodata all’Unione Europea, specie sulle sanzioni alla Russia, con il primato di essere stati i primi della classe.

Un vero Paese neutrale ne sta fuori ma si impegna in tutte le sue forme e mezzi per promuovere trattative di dialogo tra le parti, cercando soluzioni comuni per una pace duratura tra belligeranti. Non solo in Europa ma in tutto il mondo e di conflitti ve ne sono più di una cinquantina.

Se oltre alla Neutralità elvetica, sommiamo l’eventuale richiesta d’adesione alla NATO e al pacchetto bilaterali III “di sottomissione” con Bruxelles, (forse in votazione popolare nel 2027) la capitolazione della Svizzera è garantita.

Votiamo SI il prossimo 27 Settembre e non lasciamo questo paese nelle mani di chi lo vorrebbe smontare pezzo per pezzo per compiacere i poteri forti internazionali.

Tiziano Galeazzi, deputato UDC in Gran Consiglio

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