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Centro giovanile a Bellinzona. L’abbandono del progetto ex-Stallone è l’ennesimo annuncio che finisce nel nulla

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Centro giovanile a Bellinzona. L’abbandono del progetto ex-Stallone è l’ennesimo annuncio che finisce nel nulla
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Centro giovanile a Bellinzona. L’abbandono del progetto ex-Stallone è l’ennesimo annuncio che finisce nel nulla
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La notizia dell’abbandono della soluzione dell’ex Stallone per il futuro centro giovanile non è, per il gruppo MPS di Bellinzona, semplicemente una questione legata alla scelta di uno stabile. È l’ennesima vicenda che mette in luce un problema politico più generale: la difficoltà del Municipio e della maggioranza che lo sostiene a trasformare annunci, promesse e progetti in risposte concrete ai problemi della città.

Da anni l’ex Stallone veniva indicato come la soluzione per il centro giovanile. Su questa ipotesi il Municipio aveva costruito annunci e prospettive precise. Oggi scopriamo che anche questa soluzione viene abbandonata. Il problema, dunque, non è il singolo progetto, ma un modo di governare che sembra ormai caratterizzato da annunci di grandi progetti, rinvii, soluzioni provvisorie e successivi ripensamenti. Una dinamica che si ripropone in diversi ambiti della politica comunale e che finisce per mettere in discussione la capacità stessa del Municipio di definire delle priorità e di portarle coerentemente a compimento.

Bellinzona non ha bisogno soltanto di nuovi progetti e di nuove promesse. Ha bisogno di una direzione politica chiara, di priorità definite e della capacità di assumersi la responsabilità delle scelte compiute. Il problema non è sostenere che in Città non si faccia nulla: è chiedersi quale sia la visione complessiva che orienta le decisioni e perché tante questioni rimangano per anni in una sorta di limbo, tra annunci e rinvii.

È una domanda che riguarda investimenti e infrastrutture, gestione del territorio e servizi pubblici, politiche sociali e culturali, così come le esigenze delle giovani generazioni. L’ex Stallone è soltanto l’ultimo esempio di una situazione più ampia.

È significativo che proprio mentre il Municipio continua a parlare di politiche giovanili, venga meno una soluzione che fino a pochi mesi fa era presentata come concreta e imminente. Nel frattempo, altre ipotesi vengono rimesse sul tavolo e si torna sostanzialmente al punto di partenza.

Non è questo il modo di affrontare una necessità che Bellinzona conosce da decenni.

La questione deve essere affrontata con un cambio di passo radicale. Occorre smettere di considerare il centro giovanile come un progetto accessorio da collocare nello stabile che, di volta in volta, risulta disponibile. La sede deve essere individuata a partire dai bisogni dei giovani, non dalle esigenze immobiliari del Comune.

Un atteggiamento che per il momento non sembra trovare posto a Bellinzona. Nemmeno le istanze che dovrebbe e potrebbero essere coinvolte in queste decisioni (pensiamo alla commissione consultativa giovani) sembrano esserlo effettivamente. Un centro giovanile non può essere semplicemente un locale assegnato dal Municipio e gestito dall’alto: deve essere uno spazio vissuto, aperto e capace di rispondere alle esigenze reali delle nuove generazioni.

La maggioranza che sostiene il Municipio, che si presenta come garante della stabilità e della capacità di governo, deve quindi assumersi le proprie responsabilità. Non è sufficiente attribuire ogni volta i ritardi o i cambiamenti di programma a difficoltà tecniche, amministrative o contingenti. Quando rinvii, ripensamenti e abbandoni diventano una costante, siamo di fronte a un problema politico.

Per l’MPS non si tratta dunque di prendere atto dell’ennesimo fallimento e aspettare il prossimo annuncio. Occorre chiedere al Municipio di chiarire quali siano realmente le priorità della Città, quali risorse intenda destinare ad esse e, soprattutto, quali impegni sia concretamente in grado di mantenere.

Governare una città non significa soltanto presentare nuovi progetti. Significa scegliere, assumersi delle responsabilità e portare a termine ciò che si è deciso.

L’MPS continuerà a denunciare una politica fatta troppo spesso di annunci e rinvii e a chiedere un cambio di passo: meno promesse, più scelte chiare e, soprattutto, maggiore capacità di dare risposte concrete alle esigenze della popolazione.

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