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Riccardo Calastri

Investire in ciò che abbiamo

Membro del Comitato Facciamoci Belli e già Sindaco di Sementina.
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Membro del Comitato Facciamoci Belli e già Sindaco di Sementina.

BELLINZONA - Non sono un grande viaggiatore, ma ho comunque avuto la fortuna di visitare diversi Paesi e Città in Europa in particolare: ho visto come luoghi storici e patrimoni culturali vengano valorizzati con intelligenza per diventare importanti attrattori turistici.

Non solo monumento da conservare, ma vere risorse capaci di generare economia, occupazione e nuove opportunità per il territorio. Credo che la Fortezza di Bellinzona rappresenti una straordinaria opportunità anche per noi. Castel Grande, Montebello, Sasso Corbaro, la Murata e la Cinta muraria costituiscono un patrimonio unico nell’arco alpino, riconosciuto dal 2000 dall’UNESCO come Patrimonio mondiale dell’umanità.

Il progetto di valorizzazione approvato dal Consiglio comunale va esattamente in questa direzione: un investimento complessivo di 19,1 milioni di franchi, dei quali soltanto 4,5 milioni a carico diretto della Città, per rinnovare l’offerta museale, migliorare l’esperienza dei visitatori e rendere la Fortezza un autentico motore turistico-culturale. Da persona che ha avuto anche l’opportunità di occuparsi di politica e che si riconosce in una visione liberale, considero fondamentale guardare a questo progetto anche con gli occhi dell’economia.

Un patrimonio pubblico deve essere valorizzato affinché possa produrre valore per la collettività e creare opportunità anche per l’iniziativa privata. Oggi abbiamo circa 40'000 visitatori paganti all’anno. L’obiettivo di arrivare a 130'000-200'000 rappresenta una sfida ambiziosa, ma anche una grande occasione: più visitatori significano più pernottamento, più ristorazione, più commercio e maggiori ricadute economiche per Bellinzona e per tutto il Cantone.

Non si tratta, quindi, semplicemente di spendere per il passato. Si tratta di investire nel futuro, valorizzando ciò che abbiamo per creare nuove opportunità. Molti territori nel mondo lo hanno già capito. È tempo che lo facciamo anche noi, senza perderci in discussioni pretestuose su un nome che è soltanto uno strumento di marketing, mentre i castelli per noi si chiameranno sempre Uri, Svitto e Untervaldo o Castel Grand, Castel da mezz e Castel da scima per chi ancora parla in dialetto.

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