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MARCO CHIESA

Una Svizzera, una neutralità

Marco Chiesa, Consigliere agli Stati
Una Svizzera, una neutralità
TiPress
Fonte Marco Chiesa
Una Svizzera, una neutralità
Marco Chiesa, Consigliere agli Stati

Da anni assistiamo a tentativi di reinterpretare e adattare la neutralità svizzera alle circostanze politiche del momento. L’ex consigliera federale Micheline Calmy-Rey parlava di “neutralità attiva”. Nel 2022 il consigliere federale Ignazio Cassis ha proposto la “neutralità cooperativa”.

Ma proprio qui nasce il problema.

Come ha osservato il consigliere agli Stati socialista Daniel Jositsch: «Non esiste una neutralità flessibile. Non si può essere fedeli in modo flessibile». È precisamente questo il punto.

La neutralità non è un concetto qualsiasi della politica estera. È uno dei valori che rendono la Svizzera riconoscibile nel mondo e le assegna una posizione particolare: mantenere aperti i canali, costruire ponti, offrire buoni uffici. Essere, quando possibile, parte della soluzione e non parte del problema.

Questa posizione vale solo se resta prevedibile. Lo ricordava, paradossalmente, lo stesso consigliere federale Cassis: siamo neutrali solo se anche gli altri ci riconoscono come tali. E il riconoscimento si costruisce con la coerenza, non con l’improvvisazione a ogni crisi.

Per questo non considero opportuno lasciare la definizione della neutralità alla sensibilità politica del momento. Un governo può interpretarla in un modo, quello successivo in un altro. Una guerra può suscitare una reazione, la successiva una risposta diversa. Ma una neutralità che cambia secondo le circostanze perde la sua qualità principale: la prevedibilità.

Neutralità non significa indifferenza. La Svizzera può — e deve — difendere i propri valori, condannare le violazioni del diritto internazionale, offrire aiuto umanitario e buoni uffici concreti. Ma deve preservare quella posizione particolare che le permette di continuare a parlare anche con chi non condivide i nostri valori.

In un mondo sempre più diviso, questa capacità non è un retaggio del passato. È una rarità. E quindi una forza.

Ecco perché credo che le regole fondamentali della nostra neutralità non debbano dipendere dalla volubilità politica. I suoi principi fondamentali devono essere chiari, stabili e sanciti nella Costituzione, dove soltanto il Popolo e i Cantoni possono modificarli.

La neutralità svizzera è troppo importante per essere continuamente reinventata.

Il 27 settembre votiamo SÌ all’iniziativa sulla neutralità.

Marco Chiesa, Consigliere agli Stati

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