Crisi climatica: non servono slogan o reel, servono risposte!

Marco D’Erchie, Membro di direzione del Partito Socialista
Questa estate ci ha ricordato, ancora una volta e con una chiarezza difficilmente ignorabile, che la crisi climatica è la grande priorità del nostro tempo. Non è una questione ideologica né un tema da confinare alle campagne elettorali: riguarda direttamente la nostra economia, la nostra salute, l’agricoltura e il territorio in cui viviamo.
Investire nella lotta ai cambiamenti climatici significa quindi investire nel futuro del Paese. Vuol dire sostenere le aziende che innovano e riducono i consumi, aiutare l’agricoltura ad affrontare periodi sempre più frequenti di siccità e caldo estremo, accelerare il risanamento energetico degli edifici, sviluppare le energie rinnovabili, rafforzare il trasporto pubblico e ripensare le nostre città aumentando alberature, zone d’ombra e superfici permeabili. Dobbiamo, in altre parole, accelerare il passaggio da una società costruita prima della crisi climatica a una società capace di vivere nella crisi climatica.
Questo significa adattare il modo in cui costruiamo, produciamo, ci spostiamo, coltiviamo e gestiamo l’acqua e il territorio. Non farlo avrebbe conseguenze enormi, anche dal punto di vista finanziario, ma soprattutto umano.
In Svizzera il caldo provoca già ogni anno centinaia di morti e, secondo le proiezioni ufficiali, il numero potrebbe aumentare sensibilmente nei prossimi decenni. Il Ticino, proprio per la sua posizione geografica, è tra le regioni particolarmente esposte all’aumento delle temperature e agli eventi estremi.
Di fronte a tutto questo non servono reel, slogan o qualche promessa buona per una campagna elettorale. Serve una politica capace di guardare oltre la prossima scadenza elettorale. In Ticino, in Svizzera, in Europa e nel mondo, le forze politiche dovrebbero riuscire a costruire un terreno comune su quella che è ormai una questione di sopravvivenza, per gli ecosistemi, per molte specie e, in ultima analisi, per noi stessi.
Anche le istituzioni devono adeguarsi alla portata della sfida. Sarebbe opportuno valutare, sia a livello federale sia cantonale, la creazione di un dipartimento specificamente dedicato alla lotta e all’adattamento ai cambiamenti climatici, dotato di risorse proprie e di una reale capacità d’intervento.
In Ticino, in alternativa, il Dipartimento del territorio potrebbe diventare un vero Dipartimento del territorio e del clima, con competenze rafforzate e fondi specifici. Perché il clima non può più essere uno dei tanti capitoli dell’agenda politica. Deve diventare il criterio attraverso cui decidiamo che futuro vogliamo costruire.



