Ora basta, rivediamo le nostre priorità

La Svizzera è un Paese solidale e deve continuare ad assumersi le proprie responsabilità. Ma non possiamo dimenticarci di chi vive, lavora, produce e paga le imposte nel nostro Paese.
I numeri sono lì da vedere: per la cooperazione internazionale 2025–2028 sono previsti 11,12 miliardi di franchi. Di questi, 1,5 miliardi sono destinati all’Ucraina fino al 2028, nell’ambito di un impegno complessivo previsto di 5 miliardi fino al 2036.
Nel frattempo, per finanziare almeno in parte la 13ª AVS, voluta dal popolo, si propone di aumentare l’IVA dall’8,1 all’8,5%.
E guardiamo cosa sta succedendo a casa nostra. La Confederazione parla di grave siccità dalla primavera 2026. In diverse località è caduto appena il 40–55% delle precipitazioni normalmente attese. A pagarne le conseguenze c’è anche la nostra agricoltura: persone che producono sul territorio, curano il paesaggio e contribuiscono alla nostra sicurezza alimentare.
Allora la domanda è semplice: non sarebbe il caso di rivedere prima le nostre priorità?
Prima di chiedere ancora soldi ai cittadini attraverso IVA, tasse e contributi, Berna dovrebbe chiedersi dove ogni franco dei contribuenti sia veramente più necessario.
Non significa essere contro la solidarietà. Significa ricordarsi che abbiamo problemi importanti anche a casa nostra.
Non possiamo voler essere sempre i primi della classe fuori dai nostri confini e poi presentare continuamente il conto a famiglie, lavoratori, aziende, pensionati e agricoltori.
Solidarietà sì, ma prima di chiedere ancora sacrifici alla nostra gente, rimettiamo la Svizzera e chi la manda avanti al centro delle nostre priorità.
Ora basta.




