Il 27 settembre non si vota contro i Castelli. Si vota sul progetto del Municipio

Paolo Balzari, vicepresidente Il Noce.
I Castelli vanno curati, resi accessibili e fatti conoscere. Su questo non abbiamo dubbi.
La vera domanda è: questo specifico progetto del Municipio è davvero la strada giusta?
Noi pensiamo di no.
Il fronte favorevole parla di più visitatori, 14,2 milioni di ricadute economiche e pareggio della gestione. Ma leggendo i documenti ufficiali emergono domande che meritano attenzione.
I 14,2 milioni di ricadute economiche non derivano da un nuovo studio sul progetto. La base è uno studio con dati del 2014 che stimava circa 7,1 milioni. Per arrivare a 14,2 milioni si ipotizza che, raddoppiando i visitatori, raddoppi anche l’indotto.
Può succedere. Ma una previsione non è una certezza.
E soprattutto non basta far arrivare più persone ai Castelli. Per creare davvero ricchezza sul territorio, i turisti devono fermarsi a Bellinzona: mangiare, pernottare, fare acquisti, vivere il Centro storico e trovare altri motivi per restare.
I Castelli possono essere il motivo per arrivare a Bellinzona. Ma da soli non bastano a farvi restare il turista.
C’è poi il tema dei visitatori paganti: oggi, a fronte di circa 100'000 visitatori complessivi, quelli paganti sono poco più di 40'000 all’anno; il progetto punta prima a circa 100'000 paganti e poi a 130'000-200'000.
Anche il “pareggio dal primo anno” va quindi letto correttamente: comprende oltre 800'000 franchi tra sponsoring e finanziamenti pubblici e privati.
Pareggio non significa autofinanziamento.
E per i cittadini qualcosa cambia: la Corte interna di Castel Grande, oggi gratuita, è prevista a pagamento. Nell’opuscolo si assicura che resterà gratuita per i Bellinzonesi, mentre il Messaggio municipale parla di agevolazioni con modalità ancora da definire.
La futura gestione passerà inoltre a una Fondazione con ampie competenze. I Castelli resteranno pubblici, ma è legittimo chiedersi quanto controllo diretto resterà agli organi eletti dai cittadini.
Ci viene infine ripetuto che «i Castelli continueranno a chiamarsi Castelli». È vero. Ma «Fortezza Bellinzona» è già entrato nella comunicazione, nel sito e nella segnaletica, fino alla formula istituzionale «Patrimonio UNESCO “Fortezza di Bellinzona”».
Questi sono soltanto alcuni dei motivi del nostro NO.
Non siamo contro i Castelli o contro la loro valorizzazione. Siamo contrari a questo progetto del Municipio.



