La Patria oltre gli scandali

Christian Fini – presidente LEA
La Patria oltre gli scandali
Il Primo agosto è il giorno in cui celebriamo la Svizzera, la sua storia, le sue istituzioni e quei valori di libertà, responsabilità e serietà che hanno reso il nostro Paese un punto di riferimento. Ma il modo migliore per amare la propria Patria non è limitarsi a festeggiarla: è avere il coraggio di migliorarla.
Oggi il Ticino è chiamato ad affrontare sfide decisive. Ambiente, territorio, energia, mobilità, sicurezza dell'approvvigionamento e qualità di vita richiedono una politica capace di guardare lontano, di assumersi responsabilità e di costruire fiducia. Sono temi troppo importanti per essere sacrificati alla ricerca del consenso immediato, di qualche titolo di giornale o di qualche like sui social.
Le vicende di queste settimane hanno inevitabilmente incrinato il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Sarebbe però un errore fermarsi allo scandalo. Le crisi possono diventare occasioni di cambiamento, a condizione che vi sia il coraggio di riconoscere gli errori, ricostruire basi più solide e infondere fiducia nella popolazione.
Le elezioni del prossimo anno saranno un banco di prova decisivo. Se la politica continuerà a dare l'impressione di essere più interessata agli equilibri di potere, agli incarichi e alle convenienze che al bene comune, il rischio sarà quello di allontanare ancora più persone dalla partecipazione democratica e dal voto.
Serve un cambio di passo. Serve nuova linfa. Serve una classe dirigente che rimetta al centro il servizio pubblico, il merito e l'integrità. Una politica che non svenda la propria indipendenza per un consiglio d'amministrazione, un incarico o una posizione di comodo. Perché un politico deve poter decidere esclusivamente nell'interesse della collettività, senza ombre e senza condizionamenti.
Come LEA non intendiamo restare alla finestra a osservare ciò che accade. Siamo pronti, come fatto finora, a rimboccarci le maniche, a mettere sul tavolo idee, competenze e proposte concrete per contribuire a costruire un Ticino più credibile, più moderno e più rispettoso delle proprie istituzioni. Criticare, da solo, non basta: occorre anche avere il coraggio di assumersi delle responsabilità.
Nel giorno della nostra Festa nazionale, vale dunque la pena ricordare l'insegnamento del compianto consigliere di Stato Giuseppe Buffi: nel servizio pubblico l'onestà non conosce zone grigie. È un principio che dovrebbe guidare ogni rappresentante delle istituzioni, a maggior ragione chi oggi è chiamato a governare il nostro Cantone. La fiducia dei cittadini non si conquista con le parole, ma con l'esempio.



