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Dimissioni di Zali: ora servono autocritica e la forza di cambiare

Verdi Liberali Ticino
Dimissioni di Zali: ora servono autocritica e la forza di cambiare
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Fonte PVL
Dimissioni di Zali: ora servono autocritica e la forza di cambiare
Verdi Liberali Ticino

Accogliamo le dimissioni di Claudio Zali, una decisione che riteniamo necessaria alla luce di quanto emerso in questi giorni. Si tratta di un passo importante per tutelare la credibilità delle istituzioni, messe ancora una volta a dura prova. Ora la magistratura farà il proprio corso e il Parlamento dovrà esercitare fino in fondo il proprio ruolo di vigilanza.

Si apre così una fase delicata per le istituzioni, che si ritrovano nel mezzo di una crisi che il Cantone non conosceva da decenni. Questo momento buio non è arrivato inaspettatamente: sono anni che le nubi si accumulano e i tuoni si fanno sentire sempre più forti. Gli scandali del caso Eolo Alberti, le elezioni pilotate in magistratura, le tensioni del tribunale penale, il caso Gobbi e gli episodi più recenti sono stati gli ultimi segnali di un clima politico e istituzionale che si sta deteriorando da tempo. Da anni il Gran Consiglio accusa il Consiglio di Stato di non saper guidare e il Consiglio di Stato accusa il Gran Consiglio di non saper portare avanti compromessi. Da anni cresce la sensazione che un numero importante di politici e figure alla testa di istituzioni chiave siano più dedicati agli interessi personali o partitici che non a quelli del Cantone e della sua popolazione. Da anni i casi di arroganza, opacità e mancanza di integrità si moltiplicano.

Tuttavia, ogni crisi porta con sé anche un’opportunità, in questo caso quella di fermarci, riflettere e migliorare. È giunto il momento di guardarci allo specchio, come partiti, come persone impegnate in politica, ma anche come cittadine e cittadini. Perché la politica è il riflesso della società. Una società nella quale probabilmente troppe persone integre e competenti si sono tirate indietro e hanno delegato la responsabilità politica agli altri, quando invece un sistema democratico di milizia come il nostro serve la popolazione solo se questa se ne prende cura votando, eleggendo, informandosi e magari mettendosi a disposizione in un consiglio comunale o una commissione di quartiere.

Per i partiti è giunto il momento di dare meno peso ai calcoli elettorali e concentrarsi sulle sfide del Cantone. Il PVL avrebbe avuto un interesse politico a mantenere Zali a capo del Dipartimento del territorio, ma abbiamo scelto di chiederne le dimissioni perché il suo comportamento ha superato delle linee invalicabili. Come persone impegnate in politica dobbiamo fare autocritica ed esigere maggiore trasparenza, tanto dalle istituzioni quanto all’interno dei nostri schieramenti, senza tollerare opportunismo e opacità. Come cittadini e cittadine dobbiamo essere consapevoli che, in un sistema democratico come il nostro, anche chi non ha una carica, ma può votare, eleggere e candidarsi, condivide la responsabilità.

In ogni caso, ora al Cantone serve un rinnovo di classe politica dirigente, che sappia ricreare fiducia e un ambiente politico sano e orientato al Bene comune. Il PVL farà la sua parte.

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