LEA rilancia il Codice etico per il Governo ticinese

Libertà, Energia, Ambiente (LEA), associazione d’area del PLRT
Le recenti e preoccupanti vicende che hanno interessato il Consiglio di Stato ripropongono con forza una riflessione che LEA aveva già avanzato lo scorso anno: la necessità di dotare il Governo ticinese di un vero Codice etico a tutela dell'integrità delle istituzioni.
La nostra proposta, come già anticipato con presa di posizione scritta lo scorso anno, si basa sul principio che la credibilità delle istituzioni debba fondarsi su regole chiare, trasparenti e condivise, valide per tutti e indipendenti dalle circostanze.
Chi ricopre le più alte cariche dello Stato esercita una funzione che richiede non solo il rispetto della legge, ma anche comportamenti coerenti con il ruolo e con la fiducia che i cittadini ripongono nelle istituzioni. Proprio per questo riteniamo che sia giunto il momento di riprendere quella proposta e tradurla in un provvedimento concreto.
Un Codice etico dovrebbe definire principi di integrità, imparzialità, responsabilità e trasparenza, prevedendo anche modalità chiare per affrontare situazioni che possano compromettere la credibilità del Governo o generare conflitti con il decoro della funzione pubblica.
«Le crisi passano, ma le istituzioni restano. Rafforzarle significa dotarle di strumenti capaci di prevenire situazioni che rischiano di incrinare il rapporto di fiducia tra cittadini e Stato. Chi sbaglia deve assumersi le proprie responsabilità, anche l’autosospensione e le dimissioni. Il ruolo lo richiede» commenta il presidente LEA Christian Fini.
Per questo motivo l’associazione invita il Gran Consiglio, il Consiglio di Stato e tutte le forze politiche ad aprire un confronto costruttivo su questa proposta, nell'interesse delle istituzioni ticinesi e della loro credibilità.



