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FRANCESCA GIACOMI

Piroscafo Piemonte, una bella nave ma una crociera senza anima

Francesca Giacomi
Piroscafo Piemonte, una bella nave ma una crociera senza anima
VERBANO 26
Piroscafo Piemonte, una bella nave ma una crociera senza anima
Francesca Giacomi

Domenica ho avuto l'occasione di salire sul piroscafo Piemonte. Devo dire che la nave è davvero bellissima e che trovarsi a bordo di un piroscafo storico di questo valore è sicuramente un'esperienza particolare.

Proprio per questo, però, sono tornata a casa con alcune domande e con una certa delusione.

Il prezzo di 95 franchi mi è sembrato decisamente elevato per quello che è stata l'esperienza vissuta. Durante la crociera eravamo al massimo una trentina di persone e, parlando anche con qualcuno dell'equipaggio, ho saputo che pure la crociera precedente era stata semi vuota.

Mi chiedo allora: come è possibile organizzare un evento di questo genere e non riuscire a coinvolgere il pubblico?

La cosa che più mi ha colpita, però, è stata la totale assenza di un vero racconto storico. Eravamo a bordo di una nave che rappresenta un pezzo importante della storia della navigazione del Lago Maggiore, ma nessuno sembrava essersi preoccupato di raccontare questa storia alle passeggere e ai passeggeri.

Niente, o quasi, che spiegasse la storia del Piemonte, il suo legame con il lago, con il territorio e con la navigazione. Sembrava semplicemente di essere su una normale crociera panoramica, solo con una nave molto più bella e affascinante.

E allora mi sono chiesta: era un'operazione pensata per fare turismo o semplicemente un'occasione per incassare?

Non voglio accusare nessuno e non conosco i retroscena dell'organizzazione, ma da semplice passeggera mi viene spontaneo chiedermelo. Se una nave storica arriva sul Lago Maggiore in occasione del bicentenario della navigazione, se il prezzo del biglietto è così elevato e poi ci si ritrova a bordo con poche decine di persone, forse qualcosa non ha funzionato.

Il Piemonte avrebbe meritato un'altra accoglienza. Avrebbe meritato di essere raccontato, spiegato, valorizzato. Avrebbe potuto essere l'occasione per far conoscere a turiste, turisti e residenti la storia della navigazione sul Lago Maggiore, magari attraverso una guida, un racconto, immagini storiche o semplicemente qualcuno che durante il viaggio spiegasse cosa si stava vivendo.

Invece ho avuto la sensazione di trovarmi davanti a una bellissima nave, ma dentro una crociera senza anima.

Mi chiedo sinceramente se chi ha organizzato questa iniziativa si sia domandato cosa volesse veramente il pubblico. Perché portare sul lago un gioiello storico come il Piemonte è sicuramente positivo, ma poi bisogna anche saperlo valorizzare.

La storia non è soltanto una nave che arriva in porto. La storia va raccontata.

E il turismo non è soltanto vendere un biglietto. È creare un'esperienza che lasci qualcosa a chi partecipa.

Da semplice passeggera, questa esperienza mi ha lasciato una domanda: abbiamo avuto il piroscafo Piemonte sul Lago Maggiore e non abbiamo saputo cosa farne, oppure abbiamo semplicemente sfruttato un anniversario storico per fare cassetta?

Spero sinceramente che la risposta sia la prima, perché significherebbe che in futuro si potrà imparare dagli errori commessi.

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