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FABIO REGAZZI

No ad una seconda cassa malati per le cure dentarie

Fabio Regazzi, Consigliere agli Stati e Presidente Usam
Tipress
No ad una seconda cassa malati per le cure dentarie
Fabio Regazzi, Consigliere agli Stati e Presidente Usam

Il finesettimana di votazioni alle porte si concentrerà sull’iniziativa sui 10 milioni. Comprensibilmente perché gli svizzeri sono davanti ad una decisione importante, ma in Canton Ticino ve ne sono altre due non meno cruciali. Oltre a cogliere l’opportunità di neutralizzare da un punto di vista fiscale le stime immobiliari, i ticinesi devono chiedersi bene se vogliono istituire una seconda cassa malati, dedicata esclusivamente alle cure dentarie. Sì, perché – giriamola come vogliamo – l’iniziativa sulle cure dentarie lanciata dalla sinistra chiede proprio questo. Come per l’attuale cassa malati i cui costi galoppanti stanno mettendo in ginocchio famiglie e finanze pubbliche, anche quella sui denti sarebbe obbligatoria: tutti devono assicurarsi, anche chi non vuole o chi già oggi si è assicurato in forma privata. Ma soprattutto, come per l’attuale cassa malati, tutti avrebbero accesso alle cure: bambini, adulti in età lavorativa, anziani, svizzeri e non svizzeri. Andare dal dentista sarebbe “gratis”, ogni qualvolta si vorrebbe. Cosa vi ricorda questo modello? Quali sono le probabilità che i costi della salute orale – oggi non a caso molto stabili rispetto al resto della sanità! – esplodano come i costi per medicamenti, medici, ospedali o cure a domicilio? Alte, molto alte.

In caso di sì questa domenica l’autogol sarebbe servito: oltre alla cassa malati conosciuta, il ticinese sarebbe chiamato a pagare un supplemento per un’assicurazione obbligatoria sui denti. Una formula – che prevede deduzioni dai salari di tutti i residenti in Ticino (!) e che ridurrebbe ulteriormente il potere d’acquisto – che entrerebbe in vigore solo e unicamente nel nostro Cantone. Attenzione, nell’assurdità della proposta vi è anche il fatto che i frontalieri verosimilmente sarebbero esentati dal pagare l’assicurazione e quindi il loro costo del lavoro sarebbe ancor più basso rispetto a coloro che risiedono in Ticino.

Care ticinesi e cari ticinesi, con una mano sul cuore vi invito a riflettere se vogliamo trarre gli insegnamenti che i costi della sanità e la relativa cassa malati ci suggeriscono. Introdurre una nuova cassa malati sui denti non rende “gratis” niente come affermano gli iniziativisti. Permetteranno invece un accesso “all you can eat”, la cui conseguenza è certa: un aumento di costi per tutti. Nel resto della Svizzera simili proposte sono state rifiutate in parte massicciamente. Anche in Ticino, ne sono certo, non possiamo permettercelo. No all’assicurazione sulle cure dentarie.

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