Trump e la «tregua energetica» che nessuno conferma

Il Presidente Usa annuncia lo stop agli attacchi, ma Mosca non conferma e Zelensky replica: «Putin non vuole farlo». Intanto i raid continuano e salta la missione degli inviati americani al Cremlino.
Il Presidente Usa annuncia lo stop agli attacchi, ma Mosca non conferma e Zelensky replica: «Putin non vuole farlo». Intanto i raid continuano e salta la missione degli inviati americani al Cremlino.
NEW YORK - Il day after dell'attacco shock di Trump a Zelensky è stato inevitabilmente segnato dall'annuncio del presidente americano su una tregua energetica tra Ucraina e Russia: accolto dal silenzio del Cremlino e dallo scherno del leader ucraino, che poco prima aveva lanciato un vero e proprio guanto di sfida all'inquilino della Casa Bianca sia sulle elezioni in Ucraina, sia sullo stop ai raid contro le raffinerie russe, che il tycoon pretende al punto di minacciare di interrompere le forniture di armi a Kiev.
«Con effetto immediato, è in vigore una tregua energetica nella guerra tra Russia e Ucraina. Entrambe le parti hanno concordato. Non violatela», ha scritto in pompa magna Trump sul suo social Truth, un post rilanciato anche dall'agenzia ufficiale russa Tass. Dopo diverse ore però, sulla stessa agenzia non c'era alcun commento, nessuna traccia di una conferma o di una smentita, solo silenzio.
Zelensky: «Putin non vuole farlo»
«L'annuncio del cessate il fuoco è stato una novità per me», ha invece sottolineato ironico Zelensky: «Se il presidente Trump l'ha negoziata con Putin per favore diteci quando inizierà il cessate il fuoco, noi siamo pronti e l'accetteremo», ha aggiungo, poche ore prima di denunciare la violazione della tregua da parte di Mosca. Il leader ucraino del resto per tutta la giornata aveva martellato Washington: «Con tutto il rispetto per Trump, spetta agli ucraini scegliere il proprio leader», ha tuonato all'indomani degli strali del presidente americano, dicendosi anche pronto a organizzare elezioni qualora ci fosse un cessate il fuoco di «60 giorni» con la Russia.
Zelensky ha tuttavia voluto mandare anche un ramoscello d'olivo a Trump, dicendosi disponibile a interrompere gli attacchi alle raffinerie di petrolio energetiche ma solo in un accordo che preveda il reciproco stop dei russi ai raid contro le infrastrutture energetiche ucraine, e sottolineando che «Putin non vuole farlo».
Nella disfida con la Casa Bianca, il presidente ucraino ha intanto incassato il sostegno della presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, che gli ha espresso la sua piena solidarietà, e quello di Gran Bretagna, Francia, Germania e Polonia. Colloqui telefonici sono intercorsi anche con i leader di Canada, Finlandia e Nato. Alla vigilia di possibili nuovi sanzioni Ue contro Mosca, von der Leyen ha sottolineato che l'Ucraina sarà al centro del Consiglio europeo di questa settimana: l'Ue «fornirà inoltre ulteriori finanziamenti per droni e missili, per rafforzare le difese dell'Ucraina e proteggere i suoi cieli». È prevista poi l'apertura di altri due gruppi di capitoli nei negoziati di adesione dell'Ucraina.
Anche negli Usa ribolle il malcontento per le ultime mosse di Trump, che non riescono a fermare il calo di popolarità tra gli elettori, come conferma un sondaggio del Financial Times: l'accordo con Putin sul diesel non piace neanche a molti repubblicani, compreso il suo ex vicepresidente Mike Pence, che chiede di cancellarlo, o il deputato conservatore del Nebraska Don Bacon, che lo bolla come un errore, al pari di altri suoi colleghi Gop. Il tycoon incassa però il sostegno di Elon Musk, secondo cui Zelensky «è andato troppo oltre», e ovviamente di Mosca: il leader ucraino «è attualmente in preda all'isteria e incapace di intraprendere azioni ponderate; se fosse razionale, sarebbe aperto ai colloqui di pace», ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.
Gli attacchi proseguono
Nel frattempo la guerra ha reclamato altre vittime nei reciproci bombardamenti e attacchi, soprattutto tra i militari di entrambi gli schieramenti. I proclami del presidente americano non hanno inoltre fermato i raid russi contro le infrastrutture energetiche: Zelensky ha denunciato che, dopo l'annuncio della tregua, Mosca ha colpito una centrale elettrica a Kiev con un drone 'Shahed' e che sono seguiti attacchi contro altre infrastrutture energetiche nella regione di Kharkiv. Attacchi che hanno causato black out estesi nella capitale e in altre città ucraine e la riduzione nelle forniture di acqua potabile. Mentre in Russia, i droni ucraini hanno continuato a colpire i datacenter di Yandex, il cosiddetto 'Google russo', con l'obiettivo di far saltare internet a Mosca, dove si registrerebbero vari problemi nelle connessioni, e alcuni servizi web sarebbero stati sospesi.
Annullato la visita a Mosca di Witkoff e Kushner
In tutto questo, domenica sera si apprende che il viaggio di Steve Witkoff e Jared Kushner a Mosca è stato sospeso. Lo riporta Axios citando un funzionario americano. Secondo indiscrezioni, i due inviati avrebbe dovuto volare a Mosca in settimana. Il viaggio è stato posticipato finché non si avranno chiarimenti sulla disponibilità dell'Ucraina e degli europei ad accettare una proposta unitaria da presentare a Vladimir Putin.
«La Russia non ha accettato alcuna forma di cessate il fuoco»
Secondo quanto riportato da Axios, la proposta 'raffineria per raffineria' a cui faceva riferimento Trump nel post sul suo social Truth è "sbilanciata" perché l'Ucraina ha un'unica raffineria di petrolio che è stata attaccata più volte dai russi e non è pienamente operativa. La Russia, invece, ha una vasta serie di raffinerie. «Trump sembra cercare di far sì che una tregua parziale diventi realtà facendo leva sulla sua volontà. Per il momento, però, la Russia non ha accettato alcuna forma di cessate il fuoco, mentre l'Ucraina ne chiede una che vieti gli attacchi alle centrali elettriche», afferma Axios. La Casa Bianca ha messo in guardia che gli attacchi dell'Ucraina alle raffinerie russe stanno danneggiando i rapporto fra Volodymyr Zelensky e Trump. Il presidente «è furioso. Pensa che Zelensky dia per scontata l'America», ha detto un funzionario.




