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SPAGNA

69 morti e molte domande che attendono una risposta

Sotto accusa il sistema di sicurezza tedesco, giudicato obsoleto, e il via libera alla ripartenza di un treno. I macchinisti chiedono un'indagine indipendente
69 morti e molte domande che attendono una risposta
AFP
Fonte Emilio Rappold, Dpa
69 morti e molte domande che attendono una risposta
Sotto accusa il sistema di sicurezza tedesco, giudicato obsoleto, e il via libera alla ripartenza di un treno. I macchinisti chiedono un'indagine indipendente

TOLEDO - Sale a 69 morti il bilancio del grave incidente ferroviario avvenuto mercoledì mattina in Spagna. Due treni ad alta velocità si sono scontrati nei pressi di Urda, nella provincia di Toledo, circa 130 chilometri a sud di Madrid. Un convoglio della compagnia statale Renfe ha tamponato un treno fermo dell'operatore privato Iryo. Nella notte i soccorritori hanno recuperato un'altra vittima. Il presidente della Castiglia-La Mancia, Emiliano García-Page, si è detto «cautamente ottimista» sulla possibilità che non vengano trovati altri corpi. Intanto cresce la pressione sul governo affinché vengano chiarite le cause della tragedia.

Al centro delle indagini ci sono il guasto del sistema automatico di sicurezza LZB e le decisioni prese dalla centrale ferroviaria di Madrid. Secondo alcune registrazioni radio pubblicate dai media, un dipendente della centrale avrebbe autorizzato il macchinista del treno Renfe a riprendere il «normale esercizio», nonostante il sistema di sicurezza non fosse ancora tornato operativo e un altro convoglio si trovasse sulla linea. Il ministro dei Trasporti, Óscar Puente, ha definito questa autorizzazione una decisione «inspiegabile» e «sbagliata». La macchinista del treno Iryo avrebbe precedentemente segnalato alla centrale l'impossibilità di proseguire a causa di problemi al sistema. Spetterà agli investigatori stabilire se e in quale misura eventuali errori umani abbiano contribuito alla collisione.

Macchinisti in sciopero e richiesta di un'indagine indipendente
Giovedì l'associazione spagnola dei macchinisti SEMAF ha proclamato uno sciopero di un giorno per chiedere maggiori garanzie di sicurezza. Il portavoce Diego Martín ha sollecitato un'«indagine approfondita e indipendente», criticando allo stesso tempo la diffusione di registrazioni radio che considera «distorte». Una pubblicazione giudicata «allarmante e irrispettosa». «Attribuire colpe non risolve le tragedie, accertarne le cause sì», ha dichiarato, invitando a non cercare responsabilità individuali prima che siano state chiarite le circostanze dell'incidente.

Sistema tedesco sotto accusa
Nel mirino finisce anche il sistema di sicurezza ferroviaria LZB, una tecnologia tedesca utilizzata dal 1992 sulla linea Madrid-Siviglia. Secondo Martín, il dispositivo avrebbe dovuto essere sostituito da tempo, considerando i problemi già riscontrati in passato. Il sindacalista ha inoltre denunciato il ricorso sempre più frequente a sistemi di sicurezza limitati o malfunzionanti. La tecnologia LZB dovrebbe essere rimpiazzata dal sistema europeo ERTMS, già adottato su altre tratte spagnole. Sul segmento ferroviario interessato dalla collisione, i test del nuovo sistema erano cominciati poche settimane prima della tragedia.

Prosegue la ricerca di vittime e dispersi
Intanto continuano le operazioni di recupero dei vagoni distrutti, uno dei quali risulta ancora ribaltato. Le autorità hanno ricevuto 64 denunce di scomparsa e stanno raccogliendo campioni di DNA per identificare le vittime. Finora sono stati comunicati ufficialmente soltanto due nomi. Sono stati allestiti punti di raccolta dei campioni genetici a Madrid, Toledo, Córdoba e Siviglia. Numerosi familiari cercano disperatamente notizie dei propri cari negli ospedali, nei centri di accoglienza e attraverso i social network. «La cosa peggiore è l'incertezza. Non sappiamo assolutamente nulla», ha raccontato a El País e all'emittente RTVE Maricarmen, il cui marito di 63 anni risulta disperso. Anche l'attore César Vicente, 29 anni, cerca il padre: «Non so ancora dove sia», ha dichiarato in lacrime davanti alle telecamere. Le autorità hanno precisato che le informazioni sulle vittime identificate saranno comunicate esclusivamente alle famiglie.

Grande solidarietà
La tragedia ha suscitato una vasta mobilitazione in tutta la Spagna. Numerosi cittadini hanno risposto agli appelli per la donazione di sangue, mentre alcuni insegnanti hanno interrotto uno sciopero per contribuire ai soccorsi. Gli abitanti della regione hanno inoltre aiutato le famiglie nella ricerca dei dispersi. L'incidente riporta alla memoria la catastrofe ferroviaria di Adamuz, in Andalusia, dove a gennaio avevano perso la vita 46 persone. Sul piano politico, il primo ministro Pedro Sánchez si trova sotto crescente pressione in vista delle elezioni parlamentari anticipate del 29 novembre. L'opposizione attribuisce al governo la responsabilità dell'accaduto. Sánchez ha promesso piena chiarezza sulle cause e un rafforzamento della sicurezza ferroviaria. «L'intero Stato è unito di fronte a questa tragedia», ha dichiarato il premier socialista, assicurando che un incidente simile non si ripeterà.

Re Felipe in visita ai feriti
Nel pomeriggio Re Felipe VI e la Regina Letizia si sono recati all'Ospedale Universitario di Toledo, dove si trovano ancora oltre venti feriti, quindici dei quali in terapia intensiva. Ad accogliere i sovrani è stato Emiliano García-Page, presidente della Castiglia-La Mancia, accompagnato da altre autorità regionali e dalla direzione dell'ospedale.

In seguito Felipe e Letizia hanno incontrato le famiglie che ancora non hanno notizie dei loro cari. «È ovviamente in corso un'indagine. Questa indagine deve stabilire come e perché si è verificata questa catastrofe», ha affermato il Re. «Bisogna studiare delle misure per garantire che ciò non accada mai più».

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