Salgono a 500 i migranti accampati alla stazione

Nel frattempo è entrato in funzione un presidio sanitario fisso organizzato
Nel frattempo è entrato in funzione un presidio sanitario fisso organizzato
COMO - È in continuo aumento il numero di migranti accampati a Como perché non riescono a raggiungere i Paesi del nord Europa attraverso la Svizzera che li respinge al confine. Le ultime stime della Caritas parlano di 500 persone (la maggior parte africani con famiglie e minori soli), assistite dalle associazioni di volontariato che hanno organizzato una mensa e messo a disposizione alcune decine di posti letto.
Ministero dell'Interno italiano e Prefettura sono al lavoro per individuare una struttura per ospitarli. Tra le ipotesi che potrebbero essere prese in considerazione la caserma De Cristoforis dell'Esercito o l'ex ospedale Sant'Anna. Secondo l'assessore ai servizi sociali di Como Bruno Magatti «ora che i numeri sono diventati importanti e stabili non si può pensare di andare avanti con i volontari».
«Non esiste che uno Stato non si faccia carico del problema - ha aggiunto - e non organizzi una risposta strutturata». Ma la Lega Nord ha già espresso tutta la sua contrarietà. «Bisogna sgomberare il bivacco e ripristinare la legalità - ha detto il deputato Nicola Molteni - Accoglienza solo per chi scappa davvero dalla guerra, per tutti gli altri espulsioni e rimpatri».
Attivato un presidio sanitario fisso - Nel frattempo è entrato in attività oggi il presidio sanitario mobile organizzato vicino alla stazione dalla Regione. Finora si sono segnalati tre casi di scabbia
«A fronte dell'emergenza umanitaria a cui stiamo assistendo - ha spiegato l'assessore al Welfare Giulio Gallera - in questi giorni, la Lombardia si è immediatamente mobilitata».
Il presidio funziona (in collaborazione con l'Ordine dei Medici, l'Ordine dei Farmacisti e i referenti Ipavsi (Federazione dei Collegi degli infermieri) tutti i giorni dalle 8 alle 10 e dalle 20:30 alle 22:30. Oggi però, ha spiegato Gallera «l'orario è stato prorogato fino alle 11, per esaurire tutte le visite». All'interno sono in servizio un medico della croce rossa, due infermieri e due operatori dell'Agenzia di tutela della salute dell'Insubria.
«L'ordine dei medici - ha sottolineato l'assessore - ha già annunciato la possibilità di impiego di circa 25 medici volontari».





