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CANTONE / SVIZZERA

Alluvione del 2024, 14 milioni di franchi a Vallemaggia e Mesolcina

Il Consiglio federale intende varare una nuova legge sull’indennizzo dei danni del maltempo, limitata fino al 2031
Alluvione del 2024, 14 milioni di franchi a Vallemaggia e Mesolcina
KEYSTONE/Ti-Press/Samuel Golay
Fonte Consiglio Federale
Alluvione del 2024, 14 milioni di franchi a Vallemaggia e Mesolcina
Il Consiglio federale intende varare una nuova legge sull’indennizzo dei danni del maltempo, limitata fino al 2031

BERNA - Il Consiglio federale intende sottoporre al Parlamento una legge federale di durata limitata per sgravare i Comuni più colpiti dal maltempo dell'estate 2024 nei Cantoni Grigioni, Ticino e Vallese.

L'aiuto straordinario ammonta complessivamente a 19 milioni di franchi, di cui 13 destinati al Ticino, 2 al Vallese e 1 ai Grigioni, più una riserva di 3 milioni. La Confederazione si farà carico del 50% delle spese residue dei Comuni per il ripristino delle infrastrutture pubbliche, a condizione che il rispettivo Cantone partecipi in misura comparabile.

La tragedia in Mesolcina, Vallemaggia e Vallese
Alla fine di giugno 2024 forti temporali nel sud della Svizzera hanno causato piene e inondazioni. Il 21 giugno intense precipitazioni hanno colpito la Mesolcina e il Vallese, con la fuoriuscita di acqua, detriti e legname galleggiante dalla Moesa e da numerosi affluenti laterali. Tra il 28 e il 30 giugno i temporali si sono nuovamente abbattuti sulla Svizzera meridionale, interessando in particolare le valli di Goms, Binn, Matter e Saas e la Valle del Rodano nel Vallese, e la Vallemaggia con le sue valli laterali in Ticino. Il bilancio è di dieci vittime; tre persone risultano ancora disperse. Il maltempo ha danneggiato e in parte distrutto numerose infrastrutture, come l'autostrada A13 in Mesolcina e il ponte di Visletto in Vallemaggia.

Le gravi conseguenze sono da ricondurre soprattutto alle grandi quantità di materiale solido movimentato dai pendii e trasportato a valle. A livello nazionale i danni economici del maltempo 2024 - che ha colpito anche Morges (VD), Schleitheim e Hallau (SH), il Ticino meridionale a luglio, il Klettgau (SH) e soprattutto Brienz (BE) ad agosto - ammontano a circa 905 milioni di franchi. I Cantoni più colpiti restano però Grigioni, Ticino e Vallese, motivo per cui è su di essi che si concentra la nuova legge.

Da 18 franchi ad Ardon a 46'940 a Lavizzara
Nei tre Cantoni il maltempo ha colpito in totale 97 Comuni, anche se la maggior parte di quelli vallesani ha subito danni relativamente lievi. Il peso finanziario varia enormemente: secondo gli attuali rendiconti il carico per abitante derivante dalle misure immediate e di ripristino va dai 18 franchi di Ardon (VS) ai 46'940 franchi di Lavizzara.

La difficoltà riguarda in particolare i Comuni con popolazione ridotta e capacità finanziaria in parte limitata. Alcune categorie di ripristino sono già sovvenzionate dal diritto federale - le opere di protezione secondo la legge sulla sistemazione dei corsi d'acqua e la legge forestale, o lo sgombero di superfici coltive - e dopo gli eventi del 2024 il Parlamento ha già approvato l'aumento di due crediti d'impegno nel settore ambientale 2025-2028 per complessivi 56,5 milioni di franchi. Le restanti categorie, però, corrispondono a compiti comunali: strade comunali, approvvigionamento idrico, smaltimento delle acque di scarico, approvvigionamento elettrico, infrastrutture per il trasporto pubblico. Per queste le basi legali esistenti non consentono alcun sostegno federale e le spese restano a carico del Comune.

Il Cantone Ticino ha chiesto formalmente alla Confederazione un sostegno supplementare di 17 milioni di franchi. Il Consiglio federale ha esaminato varie opzioni e, in base al principio della parità di trattamento, ha tenuto conto anche dei Comuni gravemente colpiti di Grigioni e Vallese. Il 21 maggio 2025 ha deciso per l'aiuto straordinario pari al 50 per cento delle spese residue, con l'obiettivo di garantire ai Comuni più colpiti un carico pro capite residuo sostenibile.

La soglia dei 1500 franchi per abitante
Hanno diritto ai contributi i Comuni il cui carico pro capite per il ripristino delle infrastrutture pubbliche supera i 1500 franchi. La base di calcolo sono le spese nette, cioè le spese lorde al netto di contributi federali e cantonali ordinari, donazioni, prestazioni assicurative e partecipazioni di terzi. La soglia è stata fissata prendendo a riferimento l'aiuto speciale del 2008 per il Cantone di Obvaldo, dove il carico sostenibile era di 1000 franchi: poiché qui il valore non è calcolato in media sull'intero Cantone e si intende sostenere soltanto i Comuni più colpiti, e tenendo conto del rincaro, l'asticella è stata alzata.

In base all'elenco provvisorio trasmesso all'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) dai tre Cantoni, otto Comuni superano la soglia: Lostallo e Soazza nei Grigioni, Cevio e Lavizzara in Ticino, Anniviers, Binn, Evolène e Saas-Grund nel Vallese. È possibile che in un secondo momento singoli Comuni si aggiungano o vengano a cadere, per esempio in seguito a spese di ripristino o donazioni non ancora note.

Sono computabili solo le prestazioni rese necessarie dagli eventi dell'estate 2024 e destinate a ripristinare il più possibile lo stato anteriore, non quelle che si sarebbero comunque rese necessarie nei prossimi anni. Dove il materiale roccioso trasportato a valle o l'erosione del fiume rendono impossibile riportare le infrastrutture allo stato originario - o dove nuovi requisiti tecnici e di sicurezza impongono soluzioni diverse - il ripristino va inteso in misura comparabile. Restano invece esclusi i lavori che portano a uno standard più elevato di quello precedente, gli emolumenti per i permessi e le spese amministrative, comprese indennità giornaliere per le autorità, imposte ed eventi informativi con relativo catering.

Dalla consultazione due milioni in più
La procedura di consultazione, avviata il 26 novembre 2025 e conclusa il 12 marzo 2026, ha raccolto 36 pareri: 23 Cantoni, quattro partiti, due associazioni mantello di Comuni, città e regioni di montagna oltre ad associazioni professionali, due Comuni e altre organizzazioni. La maggioranza dei partecipanti ha accolto favorevolmente il progetto, sostenendo in particolare la deduzione di donazioni, prestazioni assicurative e lasciti, la definizione dei Comuni più colpiti in base al carico pro capite, la quota a carico dei Comuni ritenuta sostenibile e l'impegno finanziario dei Cantoni. È stata inoltre sottolineata in modo positivo la solidarietà verso i Comuni gravemente colpiti.

Diversi partecipanti hanno però criticato il fatto che si tratti di una soluzione caso per caso, che non affronta in modo duraturo e su scala nazionale le problematiche legate a eventi di maltempo eccezionali, tanto più che con i cambiamenti climatici è prevedibile un aumento di situazioni analoghe. Sono stati segnalati anche i lunghi processi in situazione d'emergenza, con la richiesta di un sostegno più rapido e meno burocratico, le preoccupazioni per la creazione di un precedente, per il federalismo e la sussidiarietà, e la messa in guardia rispetto a misure di risparmio nella prevenzione dei pericoli.

Il modello di contribuzione è stato mantenuto, nonostante i pareri contrari su aspetti come il valore soglia che non tiene conto della capacità finanziaria dei Comuni. Nel quadro della consultazione i tre Cantoni hanno però fornito stime aggiornate delle spese e Ticino e Vallese hanno presentato cifre più elevate: la riserva è stata ridotta dal 30 al 20% e il credito d'impegno è salito da 17 a 19 milioni di franchi.

Il quadro più ampio resta però un altro: le spese per i lavori di ripristino delle infrastrutture comunali nei tre Cantoni sono stimate complessivamente a 211 milioni di franchi, di cui circa 58 a carico della Confederazione utilizzando tutte le possibilità legali già a disposizione. I 19 milioni della nuova legge si aggiungono a questa cifra, mentre la partecipazione dei Cantoni alle spese residue si aggira attorno ad altri 19 milioni.

È stato valutato anche un finanziamento parziale tramite il finanziamento speciale per il traffico stradale (FSTS): l'esame ha stabilito che il 6,6% del credito, pari a 1,2 milioni, potrebbe essere imputato al FSTS, ma si rinuncia a farlo, visto che il suo contributo alla protezione contro piene e pericoli naturali è già significativo. Poiché non si può escludere che il sussidio unico superi i 20 milioni, il progetto è sottoposto al freno alle spese.

La legge resterà in vigore fino al 31 dicembre 2031 e i Cantoni dovranno presentare le domande all'UFAM, che decide sul finanziamento, entro il 31 dicembre 2030.

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