Lago Maggiore, mozione a Berna: «Serve un accordo con l’Italia»

Storni (PS) chiede l’avvio di trattative bilaterali per una regolamentazione equa e sostenibile del livello delle acque tra Svizzera e Italia.
BERNA / LOCARNO - Una mozione per avviare negoziati con l’Italia sulla regolazione del Lago Maggiore. È quanto chiede il consigliere nazionale Bruno Storni (PS) con la mozione depositata oggi (venerdì 19 giugno) e sostenuto da 28 cofirmatari.
Il testo incarica il Consiglio federale di aprire trattative con Roma per arrivare a un accordo o a una convenzione internazionale sulla gestione del livello del lago. L’iniziativa prende le mosse da una risposta del Governo a una domanda dello stesso Storni: «Una decisione in merito alla futura regolamentazione definitiva richiederebbe un accordo tra la Svizzera e l’Italia; con la Francia abbiamo già concluso un accordo di questo tipo per il Lago di Ginevra. Il Consiglio federale non concluderebbe tuttavia un accordo di questo tipo contro la volontà del Cantone Ticino».
A differenza del Lago di Lugano, regolato da una convenzione bilaterale del 1955, e del Lago Lemano, disciplinato da un accordo tra Svizzera e Francia entrato in vigore nel 2025, il Lago Maggiore non è attualmente gestito attraverso un’intesa internazionale paritaria.
La mozione richiama inoltre le sperimentazioni avviate dal 2015 dall’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, che hanno modificato la regolazione del livello oltre 1,25 metri rispetto allo zero idrometrico di Sesto Calende, con l’obiettivo di aumentare la riserva idrica a fini agricoli. Secondo il testo, tali interventi potrebbero comportare un aumento del rischio di esondazioni in caso di precipitazioni estreme.
Per questo, si sottolinea la necessità di una gestione condivisa che limiti i rischi, garantisca la navigazione, la fruibilità delle spiagge e la tutela delle aree naturalistiche. La regolazione dovrebbe inoltre rispettare gli obblighi di informazione, consultazione e valutazione ambientale transfrontaliera previsti dalla Convenzione ONU di Espoo, nonché gli impegni della Convenzione di Helsinki e, per le zone umide di importanza internazionale, della Convenzione di Ramsar. L’obiettivo indicato è una gestione sostenibile e integrata delle acque, sul modello del recente accordo sul Lago Lemano, fondata sui principi dell’utilizzazione equa e ragionevole e del divieto di arrecare danni significativi, tenendo conto degli interessi di entrambe le Parti.



