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CANTONE / SVIZZERA
14.05.2022 - 08:350
Aggiornamento : 09:16

Rincaro benzina: «In troppi stanno lucrando»

Prezzi alle stelle per un pieno al distributore e molti ticinesi decidono di varcare il confine per fare il pieno.

Marco Romano: «Ci vuole chiarezza sui prezzi. Il Consiglio federale deve agire subito». E intanto guarda al modello austriaco.

BELLINZONA / BERNA - Differenze anche di 10-20 centesimi al litro tra un benzinaio e l'altro a distanza di pochi chilometri: è quanto constatano gli automobilisti più attenti che spesso, non avendo alternative, devono accontentarsi di fare il pieno - o il mezzo pieno visto i tempi che corrono - a prezzi oramai schizzati alle stelle.

Le stazioni di servizio elvetiche, come quelle situate nel Ticino, stanno a guardare i connazionali attraversare il confine per rifornirsi, mentre i frontalieri, solitamente buoni clienti, approfittano della situazione per fare il pieno a casa loro (qui la nostra intervista a Piero Marchesi sul tema).

Ci vuole chiarezza sui prezzi
Ma mentre in Germania, Italia e Francia i rispettivi governi sono corsi ai ripari riducendo il prelievo fiscale sui carburanti, il Consiglio federale, per il momento, si accontenta di esaminare la situazione, spiega il consigliere nazionale Marco Romano a Keystone-ATS, aggiungendo che in troppi stanno lucrando sulla situazione, figlia anche della guerra in Ucraina. Insomma, ci vuole chiarezza sui prezzi.

Secondo Romano, l'analisi dei prezzi alla pompa in Svizzera, con differenze anche importanti tra una stazione e l'altra, suscita il sospetto che qualcuno ne stia approfittando. Nell'attesa che il governo intervenga, sempre che intenda farlo nonostante gli appelli provenienti soprattutto dal Ticino, un modo per costringere i benzinai ad abbassare il prezzo, alleviando il portafoglio dei consumatori, ci sarebbe secondo il deputato di Mendrisio: introdurre a livello federale, come chiede una sua mozione, un sito web grazie al quale i fruitori possono paragonare i prezzi alla pompa benzina a livello nazionale, regionale e locale, nel rispetto della concorrenza.

L'esempio austriaco
Nelle intenzioni del consigliere nazionale, una regione che ha vissuto tempi d'oro quando gl'Italiani facevano il pieno in massa, il Consiglio federale deve porre le basi per l'attuazione di un calcolatore online pubblico dei prezzi di carburante, gas ed elettricità per veicoli in Svizzera, sul modello del sito "www.spritpreisrechner.at" realizzato in Austria nel 2011.

«L'idea non è proprio originale - ha puntualizzato Romano - dal momento che già mister prezzi, Stefan Maierhans, ne aveva parlato tempo fa sul "Blick". Peccato che il suo invito non sia stato raccolto da nessuno».

E se l'amministrazione fa orecchie da mercante, allora tocca alla politica darsi una mossa, ha aggiunto Romano, dicendosi fiducioso di ottenere un certo sostegno in parlamento, nella speranza nemmeno velata che il Consiglio federale, punzecchiato dall'atto parlamentare, non decida nel frattempo di mettersi al lavoro.

Per il deputato PPD è «irrilevante» determinare chi sarà il soggetto incaricato di mettere mano al problema, anche se il candidato naturale sarebbe proprio "Mister Prezzi": è però importante che si faccia qualcosa in nome della trasparenza per il consumatore.

Qualcuno sta lucrando
Per Romano, infatti, è proprio questo aspetto che fa difetto al momento, con prezzi della benzina alla colonna, proposti anche dallo stesso distributore, che cambiano di 7-8 centesimi nello spazio di pochi chilometri. «E non mi si dica che la differenza, in questi casi è dovuta agli affitti visto che le distanze sono così minime da non poter influenzare granché la pigione».

Inoltre, ci fa notare Romano, la benzina arriva tutta da sud, e non si capisce come mai a Bellinzona lo stesso prodotto costi molto meno che a Mendrisio, o come mai a Biasca la benzina sia più cara rispetto ai distributori ubicati in valle di Blenio o Leventina. Poiché il percorso è più lungo, a rigor di logica dovrebbe costare di più nel Bellinzonese rispetto al Mendrisiotto.

Poca trasparenza
Una spiegazione di certe differenze, secondo Romano, potrebbe essere dovuta al fatto «che i prezzi sono più elevati laddove la frequenza di automobilisti è maggiore». Insomma, qualcuno sta approfittando della situazione e, come se non bastasse, ora invoca interventi da Berna per ridurre le "accise" sulla benzina come stabilito in Italia.

Ecco perché prima di arrivare a tanto, millantando un'incipiente strage di distributori, sarebbe ora che i fornitori incominciassero a fare chiarezza sulla loro politica dei prezzi. Anche perché, di questo passo, il consenso politico per un intervento come quello auspicato dalla mozione crescerà, a detta del deputato democristiano.

Fino al 20% in meno
Romano si attende effetti concreti dall'eventuale entrata in funzione anche in Svizzera di una piattaforma nazionale per il raffronto dei prezzi sull'esempio del vicino austriaco. In questo paese, gli effetti non si sono fatti attendere. Una calo generalizzato dei prezzi alla colonna del 20%, sottolinea Romano.

Stando al testo della mozione, la piattaforma online creata su iniziativa e gestita dal Bundesministerium für Digitalisierung und Wirtschaftsstandort, crea trasparenza aiutando a trovare la stazione di servizio più economica nel comprensorio geografico in cui si trova l'automobilista. Nel primo anno dopo la sua introduzione, i prezzi della benzina in Austria sono scesi di oltre il 20%.

Come funziona
La piattaforma, scrive Romano, offre due modi per scoprire le stazioni di servizio più economiche: la ricerca per indirizzo e quella per regione. Nella prima vengono visualizzati i prezzi delle cinque stazioni più economiche per il prodotto di carburante selezionato, mentre in quella per regione si ricevono i dieci prezzi più economici del rispettivo comprensorio. I benzinai appaiono su una mappa e ordinati per livello di prezzo.

L'esperienza mostra come gli automobilisti confrontino i prezzi del carburante in modo particolarmente intenso. Il fatto di rendere visibili solo le cinque, rispettivamente 10, migliori tariffe è un requisito sancito dal legislatore, che corrisponde al diritto europeo della concorrenza. Lo scopo è quello di evitare un orientamento dei prezzi verso l'alto.

Se le aziende vedono quali sono i prezzi più cari, possono più facilmente andare appena sotto di essi e quindi risultare più economiche. In questo modo, l'effetto desiderato di un orientamento delle tariffe verso il basso ha maggiori probabilità di essere raggiunto. Lo stesso dovrebbe essere reso possibile per il gas così come l'elettricità per le auto elettriche, in una fase successiva, secondo le necessità.
 

Commenti
 
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vulpus 1 sett fa su tio
Ha ragione il consigliere nazionale: qualcuno stà lucrando, ma da sempre, ed è la confederazione stessa che si permette di mungere spropositatamente gli automobilisti!
Mattiatr 1 sett fa su tio
@vulpus Le aziende per loro stessa costituzione hanno lo scopo di guadagnare. Diciamo che vendere benzina e disel non è affatto conveniente, non per niente solitamente le pompe sono degli accessori ai negozietti e non il contrario. Basti pensare che circa il 53% lo mangiano tasse e imposte, il 7.7% L'iva e un 25-30% l'acquisto e il trasporto. Capisci che al venditore non resta molto. Difatti se al scior uregiatt, che si esprime ora contro il nemico imprenditore, avesse portato avanti un'iniziativa per abbassare straordinariamente le tasse ai carburanti, non far polemica populista per 10 centesimi in più (di cui un benzinaio ne guadagnerebbe 2-3, e la confederazione 7-8).
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