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Trasporti’45, pioggia di critiche sul piano che scontenta tutti

Il piano da 50 miliardi del Consiglio federale non convince partiti, associazioni e Cantoni. Sotto accusa finanziamenti e priorità degli interventi.
Trasporti’45, pioggia di critiche sul piano che scontenta tutti
Tio/20Minuti
Fonte Ats
Trasporti’45, pioggia di critiche sul piano che scontenta tutti
Il piano da 50 miliardi del Consiglio federale non convince partiti, associazioni e Cantoni. Sotto accusa finanziamenti e priorità degli interventi.

BERNA - "Trasporti’45", il progetto del Consiglio federale che riunisce per la prima volta ferrovia, autostrade e traffico d'agglomerato, non fa contento praticamente nessuno, stando alle opinioni espresse durante la procedura di consultazione. Associazioni, partiti e settori interessati criticano sia il finanziamento sia le priorità.

Basandosi su una perizia del Politecnico federale di Zurigo, il progetto prevede circa 50 miliardi di franchi di investimenti entro il 2045 per il trasporto stradale e ferroviario, di cui un primo pacchetto di 11 miliardi dovrà essere sottoposto al Parlamento all'inizio del 2027. Un secondo messaggio dovrà seguire nel 2031.

Ferrovia, potenziamento e nuove linee
Per quanto riguarda la ferrovia, tra i progetti selezionati figurano il potenziamento della linea ferroviaria Bienne-Losanna/Ginevra, la linea diretta tra Neuchâtel e La Chaux-de-Fonds e l'ampliamento della stazione di Ginevra Cornavin. Il progetto Morges-Perroy, che prevede la costruzione di un doppio binario supplementare e di una galleria, sarà incluso nel messaggio del 2031.

Il Governo pensa di aumentare la frequenza anche tra Berna e Zurigo, tra Berna e Lucerna e fra Basilea e Zurigo. Sono stati inoltre approvati la prima fase della stazione di transito di Lucerna e il tunnel del Grimsel. Su quest'ultimo punto, numerosi oppositori chiedono lo stralcio dal primo messaggio, poiché i fondi stanziati sono ritenuti troppo elevati.

Ferrovia, mancano 10 miliardi: si punta sull'IVA
Dei 24 miliardi di franchi necessari per lo sviluppo della rete ferroviaria fino al 2045, ne mancano dieci. Per colmare questo ammanco, il Consiglio federale prevede di prorogare oltre il 2030 il supplemento temporaneo dell'IVA di 0,1 punti percentuali (un per mille), destinato al Fondo per l'infrastruttura ferroviaria (FIF).

Il Partito Socialista (PS), i Verdi, il Partito Liberale radicale (PLR) e il Centro sostengono questa misura, chiedendo tuttavia maggiore trasparenza sull'andamento finanziario del fondo. L'Unione Democratica di Centro, invece, si oppone.

Le FFS, l'Unione dei trasporti pubblici (UTP) e la Conferenza dei trasporti della Svizzera occidentale (CTSO) sostengono nel complesso il progetto, ma chiedono maggiori risorse per la ferrovia. L'UTP propone in particolare di sospendere fino al 2045 il rimborso dei debiti del Fondo per i trasporti pubblici, per un importo di 4 miliardi di franchi.

Da parte loro, le FFS auspicano priorità chiare e un finanziamento «realistico», ritenendo che le risorse previste non siano sufficienti per realizzare tutte le misure auspicate.

La Svizzera romanda chiede più spazio nei progetti ferroviari
Diverse organizzazioni chiedono che nella pianificazione ferroviaria si tenga maggiormente conto delle esigenze della Svizzera occidentale. In particolare, la CTSO e OuestRail auspicano un rafforzamento del ruolo dell'asse est-ovest.

Più critica l'Associazione traffico e ambiente (ATA), che respinge il progetto ritenendo che la Svizzera romanda sia stata trascurata. L'associazione chiede soprattutto di anticipare al messaggio del 2027 la realizzazione del doppio binario e della galleria tra Morges e Perroy.

I Cantoni sostengono il progetto, ma chiedono garanzie
Più sfumata la posizione dei cantoni. La Conferenza svizzera dei direttori cantonali dei lavori pubblici, della pianificazione del territorio e dell'ambiente (DCPA) e la Conferenza dei direttori cantonali dei trasporti pubblici (CTP) sostengono il progetto nelle sue grandi linee, ma ritengono che non sia ancora sufficientemente maturo, soprattutto per quanto riguarda il settore ferroviario.

Chiedono inoltre una pianificazione finanziaria trasparente del Fondo per l'infrastruttura ferroviaria (FIF) e una stima realistica dei costi degli ampliamenti previsti fino al 2045. Nel complesso, i Cantoni si sono espressi a favore del progetto, pur con alcune riserve. Non mancano infatti le critiche, in particolare da parte di Neuchâtel, Vaud e Ginevra.

Strade, il TCS critica lo stop a 31 progetti
Per quanto riguarda la rete stradale, il progetto prevede in particolare l'ampliamento a sei corsie del tratto tra Perly e Bernex (GE), con l'obiettivo di eliminare un collo di bottiglia. Un secondo intervento è previsto in Argovia. Vengono invece accantonati 31 progetti, per un valore complessivo di circa 16 miliardi di franchi. I due interventi selezionati, dal costo stimato di circa 1,6 miliardi, saranno finanziati attraverso il Fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato (FOSTRA).

Il Touring Club Svizzero (TCS) sostiene l'impostazione generale del progetto, ma contesta la rinuncia ai 31 interventi stradali, tra cui la circonvallazione di Morges. Una scelta che, secondo l'associazione, rischia di «aggravare i colli di bottiglia esistenti per decenni».

Autostrade, partiti divisi. E il CDF denuncia «gravi carenze»
Per l'Associazione Traffico e Ambiente (ATE), il progetto non tiene conto del «no» espresso dalla popolazione nel novembre 2024 all'ampliamento delle autostrade. L'associazione chiede quindi di dare la priorità alla ferrovia, alla mobilità pedonale e a quella ciclabile, anziché investire in nuove capacità autostradali.

Di parere opposto l'UDC, secondo cui il progetto penalizza il traffico stradale. Il partito chiede che gli interventi nei settori ferroviario, stradale e degli agglomerati siano riuniti in un «pacchetto globale indivisibile». PLR, PS e Verdi sostengono invece l'adozione di decreti federali distinti, per rispettare i meccanismi di finanziamento specifici di ciascun mezzo di trasporto.

Il Consiglio federale intende inoltre promuovere uno sviluppo coordinato dei trasporti e dell'urbanizzazione nei grandi agglomerati. A questo scopo, prevede di sostenere oltre cento progetti in 40 agglomerati, con un investimento complessivo di 1,68 miliardi di franchi.

Non mancano, infine, le critiche degli organi di controllo. In un audit pubblicato a metà settembre, il Controllo federale delle finanze (CDF) ha denunciato «gravi carenze» nel progetto. Le problematiche erano già state segnalate al Dipartimento federale dei trasporti (DATEC) e al Consiglio federale prima dell'avvio della consultazione. Il CDF aveva inoltre chiesto di sospendere «Trasporti’45» fino alla risoluzione delle criticità individuate.

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